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Barijšnikov, Michail Nikolaevič

ballerino e coreografo nato in Unione Sovietica, naturalizzato statunitense (Riga 1948). Compiuti i primi studi a Riga poi a Leningrado con, fra gli altri, Aleksander Puškin, dal 1967 entra a far parte del corpo di ballo del Teatro Kirov distinguendosi subito come uno dei giovani solisti più brillanti. Nel 1974, nel corso di una tournée in Canada, chiede asilo politico in Occidente, diventando immediatamente una delle star più celebri del balletto americano. Scritturato al suo arrivo dall'American Ballet Theatre, ha poi danzato per un breve periodo con il New York City Ballet di George Balanchine. Apprezzato per la sua eccezionale capacità di elevazione e per la facilità ed eleganza di esecuzione è stato costretto – per un infortunio al ginocchio – prima ad apparizioni intermittenti, poi a una lunga assenza dalle scene. Fra le sue interpretazioni più celebri si ricordano: Medea di John Butler accanto a Carla Fracci (1975), Hamlet Connotations, di John Neumeier, Push Comes to Shove di Twyla Tharp (1976), La dama di picche di Roland Petit (1978) e Rhapsody (1980), creato per lui da Frederick Ashton. Protagonista di film (Due vite una svolta, 1977, di H. Ross; Il sole a mezzanotte, 1986, di T. Hackford; Dancers, 1987, di H. Ross) e di special televisivi, dal 1980 al 1989 è stato direttore artistico dell'American Ballet Theatre. Per questa stessa compagnia, come coreografo, ha curato la ripresa di Schiaccianoci (1977) e Don Chisciotte (1978). Nel 1989 ha fondato, insieme a M. Morris, il White Oak Dance Project, operazione che ha segnato il suo distacco dagli spettacoli classici. Barijšnikov, infatti, si è successivamente dedicato soltanto alla danza contemporanea.