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Barile

comune in provincia di Potenza (52 km), 600 m s.m., 24,64 km², 3229 ab. (barilesi), patrono: Madonna di Costantinopoli (13 giugno).

Centro situato sul versante orientale del Vulture. Abitato dagli albanesi di Scutari nel 1462 e dai greci di Corone nel 1533, fu in seguito feudo dei Carafa e dei Caracciolo di Torella. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1980. La popolazione conserva lingua e costumi albanesi.§ Nella parte meridionale dell'abitato sorgono il palazzo baronale dei Torella (sec. XVI, rimaneggiato) e la monumentale fontana dello Steccato (sec. XV). Notevoli sono le chiese situate nella parte più antica del paese, detta “Scuteriani” o “rione Convento”, come quella del Carmine, quella di Sant'Attanasio e quella di San Nicola, dove un tempo si celebrava il rito greco-ortodosso. La chiesa madre, in stile neoclassico, conserva una tavoletta bizantineggiante del Quattrocento.§ L'agricoltura produce soprattutto uva da vino (aglianico del Vulture DOC, malvasia e moscato). L'industria opera nei settori enologico e dei materiali da costruzione. Discreto è il turismo di villeggiatura.§ Famosa è la rappresentazione della Passione, che si svolge il Venerdì Santo: si snoda per un percorso di circa 5 km e, accanto ai personaggi della tradizione cristiana, ne sfilano altri della tradizione locale, come il Malco, la Zingara e il Moro. In periferia sono le cantine dello “Scescio”, caratteristiche grotte scavate nel tufo dai primi albanesi e ancora utilizzate per la conservazione e l'invecchiamento del pregiato aglianico. Qui Pier Paolo Pasolini girò alcune scene del film Il Vangelo secondo Matteo (1964). Fuori dall'abitato è il santuario della Madonna di Costantinopoli (metà sec. XVII), che custodisce un affresco in stile bizantino della Madonna.

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