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Barilli, Renato

critico letterario e d'arte italiano (Bologna 1935). Insegna estetica e storia dell'arte all'Università di Bologna. Ha preso parte alla neoavanguardia degli anni Sessanta, culminata nel “Gruppo 63”. Come critico letterario, si è occupato, tra l'altro, del nouveau roman francese, della narrativa italiana contemporanea e delle ultime tendenze della poesia d'avanguardia (Poetica e retorica, 1969; La linea Svevo-Pirandello, 1972; Parlare e scrivere, 1977; Viaggio al termine della parola, 1981; Giovanni Pascoli, 1986; Pirandello. Una rivoluzione culturale, 1987, D’Annunzio in prosa, 1993, La neoavanguardia italiana. Dalla nascita del “Verri” alla fine di “Quindici”, 1995). Come critico d'arte, ha storicizzato le esperienze d'avanguardia, dalla pop art alla body art. Tra i saggi: La barriera del naturalismo (1964), Per un'estetica mondana (1964), Il simbolismo (1966), I Preraffaelliti (1967), Informale e oggetto di comportamento (1979), L'arte contemporanea. Da Cézanne alle ultime tendenze (1984), Il ciclo del postmoderno (1987). Nel 1996 ha pubblicato l'imponente saggio L’alba del contemporaneo. L’arte europea da Fùssli a Delacroix, dove analizza in maniera chiara e dettagliata alcune delle figure più importanti dell'arte moderna e contemporanea. In Comicità di Kafka (1999), invece, dà un'interpretazione freudiana delle opere del celebre scrittore tedesco. Nel 1999 ha curato, in collaborazione con Tonino Sicoli, il catalogo della mostra di Mimmo Rotella, tenutasi a Rende, e ha pubblicato L’azione e l’estasi, dove illustra la storia delle neoavanguardie degli anni Sessanta. Ha inoltre curato numerose e importanti mostre d'arte, specie a Milano e a Bologna.Nel 2004 ha pubblicato Dal Boccaccio al Verga e nel 2005 Bergson. Il filosofo del software.

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