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Barrault, Jean-Louis

attore e regista francese (Vésinet 1910-Parigi 1993). All'Atelier, dal 1931, imparò da Dullin la coscienza professionale, da Artaud l'amore per il teatro, da Decroux le tecniche dell'espressione corporale. Mise a profitto questi insegnamenti in alcuni spettacoli sperimentali (Autour d'une mère, 1935; Numance, 1937), cui alternò ruoli di grande impegno in diversi film (Le puritain, Drôle de drame, Mademoiselle Docteur). Dal 1940 fu per sei anni alla Comédie-Française attore e anche regista (Phèdre, Antonio e Cleopatra e Le soulier de satin, che costituisce anche il primo incontro con Claudel, l'autore prediletto) e nello stesso periodo interpretò il suo film più famoso, (1945), nella parte del mimo Deburau. Nel 1946 formò una compagnia con la moglie, M. Renaud, col programma di presentare classici (famoso il suo Amleto) e spettacoli di tipo sperimentale. Nel 1959 ebbe da Malraux la direzione dell'Odéon ribattezzato Théâtre de France, dove rappresentò anche Genet, Beckett, ecc. Estromesso per aver aderito ai moti del “Maggio francese” del 1968, riprese a lavorare in proprio con un fortunato Rabelais, finché, nel 1971, fu reintegrato nell'incarico. Nel 1970 realizzò Jarry sur la butte e nel 1973 Zarathustra. Una sua prova cinematografica di rilievo è Le testament du docteur Cordelier (1959). Nel 1982 prese parte al film La nuit de Varennes; scrisse inoltre gli autobiografici Souvenirs pour demain (1972), Comme je le pense (1975), Saisir le présent (1984). Negli ultimi anni si dedicò soprattutto al teatro.

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