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Bartolini, Lorènzo

scultore italiano (Savignano, oggi nel comune di Prato, 1777-Firenze 1850). A Parigi frequentò lo studio di J.-L. David e strinse amicizia con Ingres. Nonostante la sua ammirazione per i quattrocentisti, non si allontanò dal programma neoclassico, come mostrano le opere di questo periodo (ritratti di Napoleone, bassorilievi sulla battaglia di Austerlitz per la colonna Vendôme). Lasciata Parigi, dal 1807 assunse la direzione della scuola di scultura annessa alle cave di Carrara. Si precisava intanto il programma stilistico e teorico del Bartolini, Lorènzo: il linearismo neoclassico veniva addolcito attraverso l'uso modulato di luci e ombre che arricchivano di un particolare cromatismo i piani plastici. Pur continuando a predicare la copia dal vero, il Bartolini, Lorènzo produsse opere nelle quali è ancora vivo l'ideale quattrocentesco (l'Ammostatore, 1818; Firenze, Gipsoteca Bartoliniana; la Contessa Potocka, 1820; Bakewell, Biblioteca di Chatsworth). Nella Carità educatrice del 1824 (Firenze, Galleria d'Arte Moderna) si definisce meglio la sua ricerca di “verità” che nel 1835 culmina con la famosa Fiducia in Dio (Milano, Museo Poldi Pezzoli). La Tomba della contessa Sofia Zamojska (Firenze, Santa Croce) di un anno dopo è però un ritorno al Quattrocento toscano.

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