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Bassano, Jàcopo

pittore italiano (Bassano 1510 o1515-1592), membro della famiglia Bassano, figlio di Francesco il Vecchio, collaborò con lui (Compianto sul Cristo morto, Bassano, Museo Civico) e frequentò in seguito la bottega di Bonifacio Veronese a Venezia, che lo liberò dall'influenza provinciale di Francesco fin dalle prime opere (Susanna, l'Adultera e i Tre giovani nella fornace, 1534-36, tutte a Bassano, Museo Civico), le quali, pur nelle impacciate soluzioni figurative, presentano nel colore una maggior libertà pittorica. Morto il padre nel 1540, tornò a Bassano dove aprì una bottega di grande successo, in cui lavorarono tutti i suoi figli. In un'altra opera giovanile, la Vergine adorata dal podestà di Bassano Marco Soranzo (1536-37, Bassano, Museo Civico), sono rintracciabili motivi desunti da Tiziano, Lotto e Palma il Vecchio. I primi capolavori (Fuga in Egitto, Bassano, Museo Civico; Disputa al tempio, Oxford), che rivelano la conoscenza del naturalismo lombardo e del romanismo del Pordenone e delle stampe raffaellesche, giungono tuttavia a una valida sintesi tra composizione, forme e colore. La sua cultura figurativa si arricchì a contatto con le stampe tedesche e le opere manieristiche negli anni della metà del secolo, portandolo a una maggiore scioltezza di forme e a stabilire complicati ed elegantissimi nessi compositivi, con linee avvolgenti zone di colore intenso e puro (Sansone, Dresda; Martirio di S. Caterina, Bassano, Museo Civico; SS. Trinità, parrocchiale di Angarano; Decollazione di S. Giovanni il Battista, Copenaghen, Museo Reale di Belle Arti). Un'ulteriore evoluzione stilistica si indirizzò nel senso di una resa dei colori in una vasta gamma di contrasti fra toni “caldi” e “freddi” e nella sempre maggior drammatizzazione della linea (Vergine tra i SS. Martino e Antonio Abate, Monaco, Alte Pinakothek; Ultima Cena e Adorazione dei pastori, Roma, Galleria Borghese), caratteristiche che influirono profondamente su El Greco. Negli anni intorno al 1570 i valori plastici e lineari di origine manieristica vengono risolti in colori argentei e con una pennellata liberissima “di tocco” (S. Giovanni Battista, Bassano, Museo Civico; Adorazione dei Magi, Vienna, Kunsthistorisches Museum ; Pastorale, Lugano, collezione Thyssen-Bornemisza). Poi nelle sue opere si avverte la presenza di collaboratori e tra questi del figlio Francesco. In quest'ultimo periodo si elaborò nella bottega di Jacopo una serie di tipi figurativi (animali, nature morte, pose della figura umana) che costituiranno l'antecedente diretto della pittura veneta di genere del Seicento.

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