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Battriana o Bactriana

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Generalità

Regione storica dell'Asia centroccidentale, corrispondente in gran parte all'Afghanistan settentrionale, di cui occupa (dal 1841) la sezione compresa tra l'Amudarja (a N) e il versante nordoccidentale della catena dell'Hindukush (a E). Costituita da una pianura steppica e desertica, presenta zone fertili in prossimità dei corsi d'acqua, tanto da essere la regione economicamente più produttiva di tutto il Paese. Abitata da gruppi nomadi e seminomadi, vi è diffuso l'allevamento della pecora karakul, la cui pelle costituisce uno dei più importanti prodotti d'esportazione. Centro principale è Balkh.

Storia

Antica satrapia persiana, conquistata prima da Ciro (540 a. C.) e poi da Alessandro Magno (329 a. C.), diventò con i diadochi satrapia dell'Impero seleucide. Intorno al 250 a. C. il satrapo Diodoto la rese indipendente, costituì il regno ellenobactriano e conquistò la Sogdiana. L'importanza religiosa della Battriana come baluardo contro i barbari fu riconosciuta da Antioco III il Grande che, alla fine del sec. III a. C., dopo aver combattuto contro Eutidemo di Magnesia, proclamatosi re di Battriana, riconobbe la necessità di giungere a un accordo proprio in vista dell'importanza strategica del regno. La pace fu sancita dal matrimonio di una figlia di Antioco con Demetrio, figlio di Eutidemo. Più tardi Demetrio si spinse fino al Punjab. Nel 167 a. C. la Battriana e le sue province iraniche caddero in mano di Eucratide, cugino di Antioco IV, che regnò fino al 130 a. C. ca., quando iniziarono, come risulta da testimonianze numismatiche, le invasioni di popoli di stirpe indo-scitica (Kuṣāṇa); tra i re di questo periodo ricordiamo Kaniṣka, protettore del buddhismo. Nel sec. III d. C. i Kuṣāṇa cominciarono a decadere e nel sec. V la Battriana fu sottomessa da genti venute dall'Est, gli Eftaliti o Unni bianchi, e poi dai Turchi. Successivamente, con la conquista araba, scomparvero gli elementi delle precedenti civiltà greco-asiatiche e la Battriana assorbì definitivamente la civiltà islamica. La sua importanza fu dovuta essenzialmente al commercio: la regione infatti servì sempre da via di comunicazione fra l'Oriente asiatico e l'Occidente.

Arte

Gli scavi effettuati nella Battriana, sia settentrionale che meridionale, hanno permesso di seguire l'evoluzione culturale della regione dalla più alta antichità. Si è così appurato che già alla metà del II millennio a. C. gli abitanti della Battriana, dediti all'agricoltura, si raccoglievano in villaggi ma erano in grado anche di costruire fortezze protette da mura (Dašli 1) e luoghi di culto (il “tempio circolare” di Dašli 3). Al millennio successivo appartengono edifici monumentali che possono essere fatti risalire all'epoca achemenide, rinvenuti ad Altyn 10 e Kutlug, ma è solo più tardi che la Battriana diviene un punto focale per l'incontro di più culture. La conquista di Alessandro aveva favorito la penetrazione della civiltà greca che aveva influenzato non solo la numismatica, l'urbanistica e le arti figurative – e la scoperta della città di Aï Khanum ne ha dato conferma – ma anche la sfera religiosa. Le immagini di Atena, Eracle, Nike continuano a essere raffigurate anche in epoca più tarda, quando ormai i Kuṣāṇa avevano preso possesso della regione. Questa dinastia, al suo primo apparire come tale, ha lasciato in Battriana testimonianze importanti come le città di Chalčajan, Dalverzin Tepe e Kuchne-kala, con i loro tesori di scultura e pittura, o come la necropoli di Tillia Tepe, i cui corredi funebri, ricchi di oggetti di raffinata oreficeria, rivelano un apporto delle culture nomadi. La dominazione dei Grandi Kuṣāṇa (sec. I-III d. C.) in Battriana, come in tutto il territorio centro asiatico, aveva favorito la diffusione del buddhismo e della cultura indiana. Nascono pertanto centri monastici in grotte (Kara Tepe) e vengono edificati grandi stūpa e santuari (Termez, Airtam, Dalverzin Tepe e, più tardi, Adžina Tepe); ma si sviluppa anche un'arte laica, che contempla l'erezione di grandi statue dei sovrani (Surkh Kotal), e un'arte cultuale che riflette culti locali (dea madre) o importati (culto del fuoco, dionisismo). Il retaggio classico e quello indiano sono ancora apprezzabili nei temi iconografici delle pitture che decorano gli edifici della città di Dil'berjin (il tempio con le figure dei dioscuri e di Śiva con Pārvatī), che fu attiva per molti secoli (dal sec. I al sec. VII d. C.), mescolati ad altri di tradizione locale, che vedono protagonisti dei laici, con eleganti caftani, in funzione di donatori o assisi a banchetto. Un banchetto di aristocratici si trova affrescato anche sulle pareti del castello uzbeko di Balalyk Tepe (sec. VI-VII). Del resto, il costume tokharistano è presente in molte pitture ritrovate non solo nel Turkestan occidentale (Pjandžikent, Afrasiyab, in Uzbekistan) ma anche nei centri delle oasi della Via della Seta (per esempio Kuqa), a testimonianza degli intensi scambi che erano intercorsi tra la Battriana e le regioni circostanti.

Bibliografia

Per la storia

G. Ligabue, S. Salvadori (a cura di), Battriana, una antica civiltà delle oasi dalle sabbie dell'Afghanistan, Venezia, 1988.

Per l'arte

A. Foucher, La vieille route de l'Inde de Bactres à Taxila, 2 voll., Parigi, 1942-43; G. A. Pugačenkova, Chalčajan, Taškent, 1965; I. T. Kruglikova, G. A. Pugačenkova, Dil'berdžin, Mosca, 1977; G. A. Pugačenkova, Les trésors de Dalveržine-Tépé, Leningrado, 1978; G. A. Pugačenkova, Iskusstvo Baktrii epochi kušan, Mosca, 1979; M. Hallade, Bactriani centri, voce in “Enciclopedia Universale dell'Arte”, vol. II, Novara, 1980; V. I. Sarianidi, L'or de la Bactriane, Leningrado, 1985; B. I. Staviskij, La Bactriane sous les Kushans, Parigi, 1986.