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Bavéno

comune nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola (13 km da Verbania), 205 m s.m., 17,25 km², 4554 ab. (bavenesi), patrono: santi Gervasio e Protasio (19 giugno).

Centro situato sulla sponda occidentale del Lago Maggiore. Di antica origine, è citato in documenti dei sec. X-XI e appartenne a diverse signorie, tra cui i Visconti, che nel 1441 l'assegnarono ai Borromeo.§ La chiesa dei Santi Gervasio e Protasio (sec. XI-XII, rimaneggiata nei sec. XVII-XVIII) conserva lapidi romane murate sulla facciata, due piccole tavole attribuite a Defendente Ferrari, affreschi del Cinquecento e un crocifisso ligneo del sec. XV; è affiancata dal battistero e dal campanile romanico. Monumentali sono le ottocentesche villa Fedora, villa Henfrey-Branca (1844, in stile gotico inglese) e, nella frazione di Roncaro, villa Carosio (1909), in stile liberty, di Giuseppe Sommaruga. Molto suggestivi il lungolago alberato e il borgo con piccole strade.§ Luogo rinomato di villeggiatura e turismo fin dall'Ottocento, è tra le località più frequentate del Verbano, con notevoli strutture alberghiere, ricreative e sportive. Le cave di granito rosa, utilizzato per alcuni dei più importanti monumenti del mondo, alimentano fiorenti attività di estrazione e di lavorazione. L'industria opera inoltre nei settori del legno, del vetro, dei metalli e dell'arredamento. È praticata la floricoltura e sono sfruttate le sorgenti di acqua oligominerale delle Fonti di Baveno.

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