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Belleau, Remy

poeta francese (Nogent-le-Rotrou 1528-Parigi 1577). Dedicatosi agli studi umanistici, studiò al Collegio di Coqueret e, fin dal 1554, fu riconosciuto da Ronsard come uno dei sette poeti della Pléiade. Arruolatosi nella cavalleria del marchese d'Elbeuf, fratello del duca di Guisa, scese con lui in Italia nel 1556. Al ritorno in Francia, nel 1557 continuò ad avere un efficace protettore nel marchese d'Elbeuf. Fu appoggiato dai sovrani Enrico II, Carlo IX ed Enrico III. Esordì con l'opera Les petites inventions (1557; Le piccole invenzioni), ma si fece conoscere soprattutto con La Bergerie (1565; seconda edizione aumentata 1572; La pastorale), una palese imitazione dell'Arcadia del Sannazaro composta di prosa e di poesia. Poco prima di morire pubblicò Amours et nouveaux échanges des pierres précieuses (1576; Amori e nuove metamorfosi delle pietre preziose), considerato il suo capolavoro. Il tema, di antica tradizione e già trattato dagli autori medievali di lapidari, è svolto con immaginazione epica e arte sottile; nell'opera è presente un indefinibile ma evidente sentimento panteistico. Belleau è anche autore di un romanzo, La reconnue (1556), e di traduzioni del Cantico dei Cantici e delle Anacreontee, eseguite con gusto assai raffinato.

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