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Benavente y Martínez, Jacinto

commediografo spagnolo (Madrid 1866-1954). Figlio di un ricco medico, abbandonò gli studi di legge per dedicarsi alla letteratura e al teatro, compiendo anche diversi viaggi all'estero (Francia, Inghilterra, America, Russia). Nel 1892-93 pubblicò le prime opere letterarie, Versos, Cartas de mujeres (Lettere di donne), Teatro fantástico, rivelandosi seguace delle nuove estetiche moderniste e perfettamente al corrente delle coeve esperienze europee; ma dal 1894, in seguito al successo del suo primo dramma, El nido ajeno (Il nido altrui), si dedicò esclusivamente al teatro, al quale diede oltre duecento opere, in un sessantennio di ininterrotta attività, fino al dramma postumo El bufón de Hamlet (1958; Il buffone di Amleto), estremo omaggio al prediletto Shakespeare. Nel 1922, quando i suoi successi teatrali toccavano già il centinaio, gli venne conferito il premio Nobel per la letteratura. Reagendo fin da principio all'antiquato neoromanticismo di Echegaray, Benavente portò nel teatro spagnolo del primo Novecento uno stile nuovo, fondato sulla precisione dell'intreccio, l'elegante finezza del dialogo – spesso variegato da tocchi umoristici e satirici –, l'abilità del taglio scenico e il realismo di trame e personaggi. Sebbene legati a una temperie ormai superata, dell'autore rimangono tuttavia drammi e commedie esemplarmente costruiti e condotti, quali: Gente conocida (1896; Gente nota) e La comida de las fieras (1898; Il pasto delle belve), penetranti satire di costumi aristocratici; Señora ama (1908; Signora padrona) e La malquerida (1913; La malamata), vigorosi drammi rurali; La noche del sábado (1903; La notte del sabato), di un raffinato modernismo tragico; Los intereses creados (1907; Gli interessi creati), favola morale di penetrante acume; Rosas de otoño (1905; Rose d'autunno), La ciudad alegre y confiada (1916; La città allegra e fiduciosa), Lecciones de buen amor (1924; Lezioni di bell'amore), Pepa Doncel (1928), Aves y pájaros (1940; Uccelli e passeri), Y amargaba (1941; E amareggiava), Titania (1945). Dopo i grandi del secolo d'oro, Benavente è il maggior drammaturgo spagnolo.

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