Bencovich, Federico

(Fedrighetto Dalmatino). Pittore (Dalmazia 1677-Gorizia 1753). Verso il 1695 fu allievo a Bologna di C. Cignani, ma il suo interesse si indirizzò soprattutto verso G. M. Crespi, come è testimoniato dalla pala della Madonna del Carmine e Santi (ca. 1710, Bergantino, parrocchiale). Recatosi in seguito a Venezia, dove rimase fino al 1716, divenne amico di G. B. Piazzetta e di R. Carriera e tale rapporto portò a reciproci influssi stilistici. Dopo un primo soggiorno a Vienna, dal 1725 fu di nuovo a Venezia. In questo periodo (1725-30) la sua pittura, basata su una composizione dinamica e su toni scuri, procedette, parallelamente a Piazzetta, verso un progressivo schiarimento della tavolozza (pala col Beato Pietro Gambacorti per S. Sebastiano; Riposo dalla fuga in Egitto per S. Giuseppe di Tomo a Feltre; Cristo deposto adorato da Santi per la chiesa del castello di Borgo San Giacomo). Il rinnovamento del colore e del repertorio drammatico, attuato dal Bencovich e dal Piazzetta, fu fondamentale per il rococò veneto e per la formazione di Tiepolo. Nel 1733 il pittore tornò a Vienna, come pittore di corte e al servizio di Federico Carlo di Schönborn, per il quale eseguì numerose tele (Würzburg, Neue Residenz), e il suo linguaggio figurativo ebbe un'influenza profonda anche sul rococò austriaco.

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