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Bennett, Enoch Arnold

scrittore inglese (Hanley, Staffordshire, 1867-Londra 1931). Dopo un breve periodo di lavoro presso un avvocato, si trasferì a Londra, dedicandosi al giornalismo e poi alla letteratura, ma buona parte dei suoi romanzi hanno come sfondo i luoghi dell'infanzia. È nella narrativa che Bennett si impose come una delle voci più significative del Novecento inglese. Noto agli esordi come scrittore di gusto popolare, si affermò nel 1902 con Anna of the Five Towns (Anna delle cinque città) e produsse nel 1908 il suo libro migliore, The Old Wives' Tale (Il racconto delle vecchie mogli). Seguì una serie di altri romanzi di notevole livello: Clayhanger (1910), Hilda Lessways (1911), These Twain (1916; I gemelli), Riceyman Steps (1923; I gradini di Riceyman). I romanzi di Bennett si segnalano per l'efficacia della rappresentazione di un mondo di provincia colto nelle sue contraddizioni sociali, nei suoi drammi privati, nelle sue crudeltà e nei cui confronti l'autore si situa come osservatore partecipe anche se mai soggettivamente coinvolto, nel nome di un'implicita e cupa morale dell'accettazione. In campo teatrale il contributo dello scrittore inglese è mediocre e si affida essenzialmente a Milestones (1912; Pietre miliari), scritto in collaborazione con Edward Knoblock, e alla fortunata The Great Adventure (La grande avventura), rappresentata la prima volta nel 1913.

Bibliografia

J. Wain, Arnold Bennett, New York, 1967; J. G. Hepburn, The Art of Arnold Bennett, Bloomington, Indiana, 1967.

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