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Benoît, Pierre

poeta e romanziere francese (Albi 1886-Ciboure, Saint-Jean-de-Luz, 1962). Bibliotecario al Ministero della Pubblica Istruzione, esordì nel 1914 con una raccolta di versi, Diadumène. Il suo primo romanzo, Koenigsmark (1918), che tratta della tragedia di Rodolfo d'Asburgo, lo fece conoscere al grande pubblico. Da allora Benoît scrisse con una regolarità quasi meccanica romanzi di genere avventuroso, notevolmente conformistici e ricchi di un facile esotismo, ma abilmente congegnati e con uno stile assai scorrevole. Il più famoso è l'Atlantide (1919), ambientato nel deserto africano, la cui protagonista Antinea, novella Circe, attira a sé ufficiali e viaggiatori, portandoli uno dopo l'altro al suicidio. Il romanzo valse al poeta il gran premio dell'Académie Française. Tra gli altri romanzi ricordiamo i più noti: Mademoiselle de la Ferté (1923), La châtelaine du Liban (1924), Le puits de Jacob (1925), Le soleil de minuit (1930), Le déjeuner de Sousceyrac (1931), Le désert de Gobi (1941), Monsalvat (1957), Le commandeur (1960). Il suo ultimo romanzo, del 1961, è Les amours mortes. Nel 1963 è stata pubblicata postuma una sua opera incompiuta, Aréthuse. Dal 1931 Benoît fece parte dell'Académie Française.

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