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Berceo, Gonzalo de-

poeta spagnolo (Berceo, Rioja, ca. 1195-San Millán de la Cogolla dopo il 1264). È il primo poeta castigliano di cui si conosca il nome e ci sia pervenuta l'opera. Poco si sa della sua vita, eccetto che fu educato nel monastero benedettino di San Millán, dove trascorse la vita come sacerdote secolare. Conosceva il latino, ma non sufficientemente da comporre poesie in questa lingua; usò perciò il volgare (il castigliano della Rioja con frequenti arcaismi e aragonesismi) nelle sue opere: poemi religiosi ed edificanti (lodi di Cristo e della Vergine, storie di santi e di peccatori, “miracoli” di antica tradizione) composti in strofe tetrastiche di alessandrini monorimati (cuaderna vía), rigido schema metrico di origine colta (mester de clerecía), volutamente contrapposto alla libertà metrica dei cantari giullareschi. Tutta la sua produzione poetica è pervasa da ingenua religiosità e da fresco realismo, espressi con una tecnica narrativa semplice e diretta. Le opere di Berceo figurano nella prima edizione (di T. A. Sánchez, 1779) nel seguente ordine, che probabilmente non è quello di composizione: Vida de Santo Domingo de Silos, Del sacrificio de la Misa, Vida de San Millán de la Cogolla, El martirio de Sant Laurencio, Loores de Nuestra Señora, De los signos que aparesçerán ante el Juicio, Miraclos de Nuestra Señora, Planto que fizo la Virgen el día de la Pasión de su Fijo Jesu Christo, La vida de Sancta Oria Virgen; più tre inni sacri di dubbia autenticità. Il poeta utilizzò varie fonti e documenti: raccolte latine e francesi di miracoli, biografie monacali dotte, tradizioni orali del monastero di S. Millán. A Berceo si ricollegarono insigni poeti ispanici del Novecento (da A. Machado ad Azorín a Jorge Guillén).

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