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Bertòla de' Giórgi, Aurèlio

poeta e poligrafo (Rimini 1753-1798). Monaco olivetano, scrisse, per la morte di Clemente XIV, le Notti clementine (1775). Primo divulgatore dei poeti tedeschi in Italia (Idea della poesia alemanna, 1779), contribuì con le sue traduzioni al rinnovamento del linguaggio poetico. Svestito l'abito di monaco e divenuto abate, pubblicò saggi, favole, idilli e relazioni di viaggio, tra le quali è di notevole interesse il Viaggio sul Reno (1795), uno dei testi principali della poetica preromantica. L'opera poetica di Bertola de' Giorgi (Poesie, postume, 1815), a mezza strada tra Arcadia e preromanticismo, è caratterizzata da un'ispirazione idillico-sentimentale sul modello della poesia di S. Gessner. Notevole anche l'opera critica del poeta: le Osservazioni sopra Metastasio (1784), il Saggio sopra la favola (1788) e soprattutto il Saggio sopra la grazia nelle lettere e arti (1786), in cui è più netto il distacco dal razionalismo illuministico. Più legata alla cultura dell'Illuminismo è l'opera Della filosofia della storia (1787).

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