Questo sito contribuisce alla audience di

Bessaràbia

regione storica dell'Europa che si estende tra i fiumi Prut, Dnestr, Danubio e il Mar Nero; è in gran parte compresa nella Moldova, eccetto due settori, a N e a S, inclusi in Ucraina. Morfologicamente la Bessarabia presenta a N una pianura ondulata, i cui suoli sono costituiti da fertili terre nere; il centro è occupato da una zona di basse colline, solcata dagli affluenti del Prut e del Dnestr e un tempo ricoperta da fitte boscaglie; a S una distesa steppica, conosciuta con il nome di Budjak, si perde nelle acque paludose dei limany, ricche di pesci (storioni, sgombri). Il clima è continentale, con piogge non molto abbondanti (in media 625 mm annui) ma sufficienti alle necessità di una regione essenzialmente agricola (cereali, frutta, uva, tabacco); nel settore meridionale l'allevamento estensivo del bestiame acquista però maggiore importanza. Assai scarse sono le risorse minerarie e recente è l'industrializzazione del Paese, che annovera complessi alimentari, metalmeccanici, manifatture di tabacco, calzaturifici, ecc. Centri principali sono Kišinev, capitale della Moldavia e capoluogo storico della Bessarabia, Belgorod-Dnestrovski, Bendery, Soroki e Belcy. In romeno, Basarabia. § La regione prende il nome dal principe Basarab, fondatore del Principato di Valacchia. Nel sec. XIV fu occupata dai principi di Moldavia, mentre i Genovesi installavano in diversi punti del territorio i loro empori commerciali. Nei sec. XV e XVI, pur conservando la sua popolazione romena, fu contesa fra i Turchi e i Tatari di Crimea. Nel sec. XVIII cominciò a farsi sentire la pressione della Russia che nel 1812, col Trattato di Bucarest, riuscì ad annettersi la Bessarabia, della quale solo in un primo tempo (sotto lo zar Alessandro I) rispettò l'autonomia nazionale. Dopo la rivoluzione, tenuto conto che la popolazione rimaneva romena, il Consiglio rivoluzionario degli operai e dei contadini della Bessarabia optò, alla fine della prima guerra mondiale, per l'annessione alla Romania. Solo alla fine della seconda guerra mondiale l'Unione Sovietica, che non aveva mai accettato la situazione e si era fatta consegnare la regione nel 1940 (poi recuperata dalla Romania nel 1941), ottenne, in base al Trattato di Parigi (1947), la Bessarabia con l'aggiunta della Bucovina settentrionale.