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Beti, Mongo

pseudonimo del romanziere camerunese Alexandre Biyidi (Mbalmayo 1932-Yaoundé 2001). Lettore alla Sorbona, è scrittore realista, spesso satirico, ma che guarda con tenerezza alla vecchia Africa. La sua produzione letteraria ben rappresenta quell'evoluzione intervenuta nella coscienza dei romanzieri africani nel corso dei decenni fra il 1950 e il 1990. I suoi romanzi si possono suddividere in due serie, intervallate da un silenzio di 16 anni. La prima, dal 1954 al 1958, della quale si ricordano Le Pauvre Christ de Bomba (1956), Mission terminée (1957), Le Roi miraculé (1958), è costituita da romanzi di contestazione del colonialismo, visto come la principale causa della disgregazione della società tradizionale e della vita del villaggio. La seconda con Remember Ruben (1974), Perpétue et l'habitude du malheur (1974), La ruine presque cocasse d'un polichinelle (1979), Les deux mères de Guillaume Ismael Dzewatama (1983), invece, costituisce una denuncia a tutto campo della tirannia dei nuovi leaders africani e delle gravi conseguenze che essa ha prodotto. Tra le altre sue opere si ricordano il pamphlet esplosivo Main basse sur le Cameroun (1972), Lettre ouverte aux Camerounais (1986) e il Dictionnaire de la Négritude (1989).

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