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Bettelóni, Vittòrio

poeta italiano (Verona 1840-Castelrotto 1910). Affidato, dopo il suicidio del padre Cesare, alla tutela di A. Aleardi, esordì con i versi In primavera (1869), veridico racconto dei suoi amori giovanili, che destò scalpore per la sua audacia realistica. Seguirono i Nuovi versi (1880), celebrazione in chiave ironico-sentimentale degli affetti coniugali e domestici. Nell'ultimo Betteloni (Racconti poetici, 1894; Crisantemi, 1903) si verifica un'involuzione verso forme di un carduccianesimo minore; espressione di un realismo di tono minore e “paesano” è anche il romanzo Prima lotta (1897). Meritatamente lodate sono le traduzioni dell'Arminio e Dorotea di Goethe (1893) e soprattutto del Don Giovanni di Byron (1897). Notevoli anche le prose critico-polemiche, che sono state pubblicate postume con il titolo: Impressioni critiche e ricordi autobiografici (1914).

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