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Bibbièna

comune in provincia di Arezzo (32 km), 425 m s.m., 86,41 km², 11.462 ab. (bibbienesi), patrono: sant’ Ippolito (13 agosto).

Centro del Casentino, situato su un colle che domina la confluenza del torrente Archiano nell'Arno; è compreso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna. Di origine etrusca, nel Medioevo fu retaggio dei vescovi di Arezzo e nel 1289 fu devastato dai fiorentini. Nel sec. XIV vi si imposero i Tarlati di Pietramala e, dal 1360, passò a Firenze, cui rimase salvo una breve occupazione milanese (1440). Fu nuovamente distrutto nel 1509 dai fiorentini, che lo vollero punire per aver dato rifugio a Piero e Giuliano de' Medici.§ Da segnalare la chiesa di San Lorenzo (1474), il cinquecentesco palazzo Dovizi, il Palazzo della Pretura (sec. XIV) e la chiesa dei Santi Ippolito e Donato, del sec. XII ma rimaneggiata successivamente (all'interno affreschi dei sec. XIV-XV). Nei dintorni sorge il santuario di Santa Maria del Sasso, esistente già nel 1204 ma rifatto alla fine del Quattrocento da Bartolomeo Bozzolini. § Vi si producono cereali, olio, foraggi, tabacco e il tipico cardo dei lanaioli e si pratica l'allevamento bovino, ovino e suino. L'industria è presente nei settori tessile, metalmeccanico, elettromeccanico, dei materiali da costruzione, vetrario, cartario e del legno. È attivo il turismo culturale e naturalistico.

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