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Biennale Internazionale d'Arte

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Descrizione generale

Denominazione attribuita alla manifestazione fondata nel 1893 da un gruppo di intellettuali veneziani, originariamente dedicata alle sole arti figurative e che debuttò il 22 aprile 1895 con l'inaugurazione della I Esposizione Internazionale d'Arte. In seguito alle modifiche statutarie e organizzative (1998), la Biennale Internazionale d'Arte è l'ente che coordina la realizzazione delle mostre e delle rassegne dedicate a sei settori di attività (architettura, arti visive, cinema, teatro, musica, e danza) che si organizzano nella città lagunare con cadenze variabili (la mostra d'arte ha perlopiù mantenuto la cadenza biennale, mentre, per esempio, la mostra del cinema si svolge ogni anno).

Settore arti visive

Fu solo nel 1920, sotto la direzione di V. Pica, che alla Biennale Internazionale d'Arte furono invitati i grandi nomi dell'arte internazionale. Tale nuova impronta organizzativa permise a G. Ponti e a R. Pallucchini di fare della Biennale Internazionale d'Arte del 1948 la più grande mostra d'arte contemporanea mai allestita, che vide riuniti in commissione i maggiori critici e artisti italiani dell'epoca. Dopo la stasi degli anni Cinquanta, nel 1964 si assistette al trionfo della pop art americana e nel 1966 alla rivincita degli artisti europei nel segno dell'arte programmata. Nel 1968 anche la Biennale Internazionale d'Arte fu travolta dal generale clima di contestazione, che si protrasse fino al 1974, quando si iniziò il tentativo di una programmazione mirata alla decentralizzazione, all'interdisciplinarità dell'esposizione e al superamento della cadenza stagionale. L'antica sede ai Giardini fu abbandonata e si trasferì la manifestazione ai nuovi padiglioni costruiti negli ex cantieri della Giudecca; si coinvolsero inoltre altre sedi e spazi della città, dove si tennero happenings, dibattiti, spettacoli. Durante l'edizione del 1980 (con cui si giunse infine a una sostanziale normalizzazione) fu inaugurata la sezione Aperto '80, a favore dei giovani artisti emergenti, e il critico A. Bonito Oliva canonizzò il concetto di "Transavanguardia". Essendosi negli anni Settanta affermata la tendenza a proporre nuclei tematici unitari (per esempio storia della Biennale Internazionale d'Arte stessa, dissenso nei Paesi dell'Est), la Biennale Internazionale d'Arte fu impostata in seguito sui temi: Arte come arte: persistenza dell'opera (1982), Arte allo specchio (1984), Arte e scienza (1986). Abolita la struttura tematica nel 1988, l'edizione del 1990 è stata articolata per sezioni: Ambiente Berlin, Aperto ‘90. Achille Bonito Oliva, che già aveva diretto la mostra del 1980, è stato il curatore della XLV Esposizione Internazionale d'Arte, che ha avuto luogo nel 1993. Alla mostra è stato dato il titolo complessivo di Punti Cardinali dell’Arte e la sezione omonima ha compreso le partecipazioni nazionali dell'Italia e di 45 Paesi stranieri. Le altre sezioni, oltre a comprendere una nuova edizione della rassegna Aperto, hanno avuto un carattere tematico più circoscritto, come l'omaggio a Francis Bacon e quello a John Cage, la mostra dedicata a Francesco Lo Savio e Tano Festa o agli artisti moderni e contemporanei dei Paesi orientali. Nel 1994, per la prima volta nella storia della Biennale Internazionale d'Arte, alcuni settori della manifestazione sono stati affidati a direttori non italiani. Fra questi, per le Arti Visive, è stato scelto il francese Jean Clair, cui è toccato il compito di organizzare la XLVI Esposizione Internazionale d'Arte, con la quale la Biennale Internazionale d'Arte ha celebrato il suo centenario. La sezione principale della mostra, intitolata Identità e alterità, è stata organizzata in collaborazione con Palazzo Grassi e si è trattato di un grande omaggio ai maestri dell'arte del XX secolo (tra cui Balla, Baselitz, Boccioni, Cézanne, De Chirico, Degas, Duchamp, Gauguin, Giacometti, Kandinskij, Klimt, Léger, Magritte, Matisse, Mondrian, Munch, Picasso, Pollock, Sironi, Warhol). Il nucleo principale di Identità e alterità ha avuto come sede il già citato Palazzo Grassi, dove sono state esposte circa 700 opere. Le altre opere selezionate sono state distribuite tra il Museo Correr e i Giardini di Castello, sede tradizionale dell'Esposizione d'Arte, nella quale sono state raccolte le opere degli artisti chiamati a far parte del Padiglione Italia e dei vari Padiglioni nazionali. Per la XLVII Esposizione Internazionale d'Arte, la Biennale Internazionale d'Arte si è affidata nuovamente a un curatore italiano, lo storico e critico d'arte Germano Celant. Invertendo la tendenza delle ultime due mostre che lo avevano preceduto, Celant ha preferito costruire una rassegna, Futuro, presente, passato 1967-97, con la quale ha inteso offrire al pubblico una verifica dello stato attuale della ricerca artistica, attraverso la partecipazione di artisti appartenenti alle generazioni degli ultimi trent'anni, le cui opere sono state esposte nell'abituale sede dei Giardini di Castello e nelle recuperate strutture delle Corderie dell'Arsenale. Tra gli aspetti più interessanti di Futuro, presente, passato vanno segnalati il fatto che la maggior parte delle opere esposte sono state espressamente realizzate per la rassegna veneziana e il ritorno alla Biennale Internazionale d'Arte di alcuni dei più importanti maestri dell'arte contemporanea, come Roy Lichtenstein o Claes Oldenburg. Rispetto alle edizioni precedenti, Celant ha inoltre scelto di equiparare la partecipazione italiana (i padiglioni nazionali sono stati 57 in tutto) a quella degli altri Paesi, chiamando soltanto tre artisti: Maurizio Cattelan, Enzo Cucchi e Ettore Spalletti. Il premio “La Biennale di Venezia” è stato assegnato a Marina Abramovic e Gerard Richter, mentre la Francia ha ottenuto il “Premio dei Paesi” per il nuovo padiglione allestito; a questi riconoscimenti si sono aggiunti i Leoni d'oro per il complesso delle loro opere (un'iniziativa ricalcata sulla scia di quanto accade ogni anno in occasione della Mostra del Cinema) attribuiti alla canadese Agnes Martin e a Emilio Vedova. Nel 1998 la carica di direttore per l'edizione del 1999 e del 2001 è stata conferita nuovamente, dopo la nomina nel 1994 del francese Jean Clair, a uno straniero: lo svizzero Harald Szeemann, che ha sostituito Germano Celant. Nel 2002, invece, la direzione della rassegna in programma l'anno successivo è stata affidata al critico fiorentino Franco Bonami. Nel 2004 viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto di riordino della Biennale Internazionale d'Arte, che viene trasformata in fondazione. In seguito viene formalizzata la nomina di Davide Croff quale nuovo presidente della Biennale Internazionale d'Arte. Nel 2005 la direzione della rassegna è stata affidata a due spagnole: Maria de Corral e Rosa Martinez, per una rassegna caratterizzata da un 50% di presenza femminile tra cui Agnes Martin, Runa Islam ed Emily Jacir. L'incarico di direttore dell'edizione 2007 è stato affidato a Robert Storr. Novità di questa edizione è stato il debutto del nuovo padiglione italiano, assente per molti anni, e di quello africano. Per il 2009 è stato nominato Daniel Birnbaum, mentre per la 54° edizione è stata chiamata la curatrice svizzera Bice Curiger.

Settore architettura

Alla metà degli anni Settanta, la Biennale Internazionale d'Arte, sotto la guida di V. Gregotti, mosse i primi passi in direzione di una regolare programmazione di esposizioni di architettura destinate ad affiancare le rassegne già esistenti. Dopo le mostre del 1975, 1976, 1978 e 1979, fu organizzata, nel 1980, la I Mostra Internazionale d'Architettura, con la quale fu sancita la creazione ufficiale del Settore Architettura della Biennale. Dopo V. Gregotti, il settore Architettura della Biennale Internazionale d'Arte è stato diretto da nomi altrettanto prestigiosi del settore, tra cui P. Portoghesi e A. Rossi. Nel 1996, la sesta edizione della Mostra, organizzata sotto la direzione dell'architetto austriaco H. Hollein e intitolata Sensori del futuro - L’architetto come sismografo, ha rappresentato la conclusione ideale delle celebrazioni per il centenario della Biennale. La settima Mostra Internazionale di Architettura (2000) è stata diretta da M. Fuksas, mentre l'ottava edizione è diretta da Deyan Sudjic. La nona Mostra di Architettura Metamorph, diretta da Kurt W. Forster, che richiama nelle sedi espositive dell'Arsenale e dei Giardini la cifra record di oltre 115.000 visitatori. La decima edizione è stata diretta da Richard Burdett, mentre nel 2008 l'unidicesima edizione è stata diretta da Aaron Betsky. Nel 2010 è stata nominata direttrice l'architetto giapponese K. Sejima, mentre nel 2012 è stata diretta da D. Chipperfield.