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Bjadulja, Zmitrok

pseudonimo del narratore e poeta belorusso Plaŭnik Jafimavič Samuil (Pasadzec, Vilna, 1886-1941). Figlio di poveri ebrei, conobbe la miseria dei suoi correligionari e dei contadini belorussi, che descrisse nei racconti di Quadretti (1913), venati da influssi simbolistici. Uno stile lirico-romantico caratterizza altre sue prose, soprattutto le raccolte di racconti Su campi incantati (1923), Racconti (1926), Storie inconsuete (1931), Su sentieri battuti (1940). Il romanzo storico L'usignolo (1927) e l'epopea sulla collettivizzazione della campagna belorussa Jazep Krušynski (1929-32) sono considerati le sue opere più importanti. Sostanzialmente lirica è la poesia di Bjadulja, raccolta in Sotto il cielo patrio (1922) e in Poemi (1927), dove egli con toni dolci e mesti canta la vita dei contadini della sua terra.

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