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Black, Joseph

fisico e chimico scozzese (Bordeaux 1728-Edimburgo 1799). Studente di medicina all'Università di Glasgow presentò come tesi di laurea nel 1754 una ricerca sul comportamento del carbonato di calcio riscaldato e fatto reagire con diverse sostanze, eseguita allo scopo di trovare un rimedio sicuro nella cura della gotta. La sua ricerca, pubblicata nel 1756 col titolo Experiments upon Magnesia Alba, Quicklime and Some Other Alcaline Substances (Esperimenti sulla magnesia alba, la calce viva e altre sostanze alcaline) costituì il primo studio modernamente inteso, di una reazione chimica e diede inizio a una serie di scoperte che rivoluzionarono la chimica: basti il fatto che per la prima volta si dimostrava, in esso, che l'aria non era un elemento unico e immutabile, ma che era a sua volta costituita da diversi componenti uno dei quali, il biossido di carbonio (da lui chiamato “aria fissa”), poteva essere combinato con composti solidi e successivamente estratto. Ma il contributo più importante di Black alla storia della scienza e della tecnica risiede nella sua teoria del calore: studiando, anche qui da un punto di vista medico, la natura del calore nei confronti del funzionamento del corpo umano, ripeté numerose esperienze di fusione ed ebollizione, giungendo a definire i fondamentali concetti di calore specifico e calore latente. Tali studi fornirono un'utile base teorica alle ricerche sul miglioramento del rendimento della macchina a vapore che portarono il suo allievo e amico J. Watt alla costruzione della macchina a condensatore separato.

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