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Blanchot, Maurice

scrittore francese (Quain, Saône-et-Loire, 1907-Parigi 2003). Critico letterario e romanziere tra i più originali dei contemporanei, ha segnato una svolta profonda, anche se “sotterranea” nel campo delle lettere. Titoli importanti della sua opera narrativa sono: Le Très-Haut (1948; L'Altissimo), Celui qui ne m'accompagnait pas (1953; Colui che non mi accompagnava), Le dernier homme (1957; L'ultimo uomo), L'attente, l'oubli (1962; L'attesa, l'oblio). L'opera critica, che apre la strada a più nuove ricerche critico-letterarie (da Roland Barthes agli autori del nouveau roman), comprende: Lautréamont et Sade (1949), L'entretien infini (1969; Il colloquio infinito), Le pas au-delà (1973; Il passo al di là). Mallarmé, al quale ha dedicato il saggio Faux pas (1943; Passi falsi), Sade, Kafka, Joyce hanno influito notevolmente sulla sua opera. Il “nulla” esistenzialistico da cui muove il pensiero di Blanchot lo porta alla convinzione che l'opera e la scrittura non abbiano come ultimo termine che il silenzio. Le sue narrazioni assumono quindi il senso di un continuo e lacerante travaglio intorno all'essenza del linguaggio, come in L'écriture du désastre (1980: La scrittura del disastro) e Après coup (1983; L'eterna ripetizione). Nella seconda metà degli anni Ottanta, egli torna a occuparsi degli autori che, nella sua carriera, l'hanno profondamente influenzato. Del 1986 sono Sade et Restif de la Bretonne e Michel Foucault, tel que je l’imagine (Michel Foucault come io l'immagino). Quest'ultimo, più che uno studio, è un testo ispirato dalla grande amicizia che lo legava al filosofo. Riflessioni di critica letteraria sono al centro di Aytré qui perd l’habitude. Le paradoxe d’Aytré, scritto con Jean Paulhan (1988; Aytré che perde l'abitudine. Il paradosso di Aytré), in cui si interroga sul cammino della letteratura e sul linguaggio. Uno studio critico è anche Une voix venue d’ailleurs sur les poèmes de Louis René des Forêts (1992; Una voce venuta da lontano sui poemi di Louis René des Forêts), un commento, corredato da numerose citazioni, sull'autore delle Megères de la mer del 1967. Le ultime opere sono più intimiste. Pour l’instant de ma mort (1994; Per l'attimo della mia morte), una sorta di testamento letterario, Pour l’amitié (1996; Per l'amicizia), Les intellectuels en question: ébauche d’une reflexion (1996; Gli intellettuali in questione: abbozzo di una riflessione), in cui raccoglie un gruppo di testi, pubblicati nel 1984 su una rivista, incentrati su un tema a lui caro, il ruolo e l'importanza degli intellettuali nella vita del Paese.

Bibliografia

D. Wilhem, Maurice Blanchot: la voix narrative, Parigi, 1974; A. Giuliani, Le droghe di Marsiglia, Milano, 1977; R. Ronchi, Bataille, Lévinas, Blanchot. Un sapere passionale, Milano, 1985; J. Bousquet, Essai sur Maurice Blanchot, Montpellier, 1987.

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