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Blonskij, Pavel Petrovič

filosofo, pedagogista, psicologo russo (Kijev 1884-Mosca 1941). Dopo aver militato in giovinezza nel movimento social-rivoluzionario, Blonskij si dedica all'insegnamento della pedagogia, prima nei ginnasi, poi, dal 1913, nell'Università āanjavskij di Mosca. Durante la Rivoluzione d'ottobre aderisce al bolscevismo, intensificando il proprio impegno pedagogico e collaborando alla stesura dei nuovi programmi scolastici. Dopo un decennio di lavoro appassionato, inizia il suo declino professionale, dovuto all'affermarsi del regime staliniano. Centrali nel suo pensiero risultano l'analisi dei processi produttivi e l'elaborazione di un modello di scuola politecnica, entrambi di derivazione marxiana. Proprio per questo si dichiarerà contrario alle scuole del lavoro di stampo borghese (Kerschensteiner G. M.); solo fondando sul metodo dialettico una pedagogia scientifica si riesce a dare all'uomo una vera educazione globale, lontana dalle tendenze specialistiche. Fra i suoi lavori si ricordano La scuola del lavoro (1919) e Scolari difficili (1929).

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