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Boétti, Alighièro

artista italiano (Torino 1940-Roma 1994). Ha esordito nel 1967 nell'ambito dell'arte povera, giocando sulla ripetibilità, la serialità e lo sdoppiamento: nel 1972 inizia a firmarsi "Alighiero e Boetti", compiendo così il suo sdoppiamento simbolico fra sfera privata (il nome) e sfera pubblica (il cognome) concludendo una riflessione su realtà e linguaggio iniziata negli anni Sessanta del Novecento con l'opera Gemelli, foto-cartolina dell'artista che tiene per mano se stesso. Egli utilizza materiali primari ricercandone le potenzialità espressive; parallelamente compie un'indagine sulle possibilità combinatorie di punti, linee, classificazioni e codici segreti (Oro Longchamp 2 234 2288, 1967-70). Tra le sue opere ricordiamo: Lampada annuale (1966), che si accende una volta l'anno per pochi secondi; Kaarta (1979), arazzo ricamato; La natura, una faccenda ottusa (1980), collage realizzato con tecniche miste. Boetti privilegia il momento progettuale rispetto a quello esecutivo, che spesso delega ad altri. Numerose le sue presenze a mostre di livello internazionale: Biennale di Parigi (1971), Documenta 5 di Kassel (1972), Biennale di Venezia (1986, 1990), mostra sull'arte povera al Castello di Rivoli a Torino (1990). Molte sono le esposizioni di cui l'artista è stato protagonista nel corso degli ultimi anni, anche dopo la morte, e fra queste ricordiamo De bouche à oreille (Grenoble, 1993), Alternating from 1 to 100 and vice versa (Los Angeles e New York, 1994) e la retrospettiva che ha fatto tappa a Torino, Villeneuf d'Ascq e Vienna tra il 1996 e il 1997. Da segnalare inoltre che, nel dicembre 1996, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma ha scelto di inaugurare il restauro e la riapertura dei suoi saloni centrali con la presentazione di quattro grandi opere mai esposte in Italia di Boetti, che hanno dato vita alla mostra Alighiero e Boetti - L’opera ultima.

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