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Boccióni, Umbèrto

pittore e scultore italiano (Reggio di Calabria 1882-Sorte, Verona, 1916). Dopo aver trascorso l'infanzia e l'adolescenza tra Forlì, Genova, Padova e Catania, si trasferì nel 1901 a Roma, dove apprese i primi rudimenti di pittura nello studio di un cartellonista e cominciò a frequentare, insieme con Severini, lo studio di Balla legato in quel momento al divisionismo. Nel 1906 soggiornò per qualche mese a Parigi e, dopo un viaggio in Russia, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Verso la fine del 1907 si stabilì a Milano dove conobbe Previati e approfondì la conoscenza del divisionismo. Risalgono a questo periodo opere come La madre (1907; Milano, Galleria d'Arte Moderna) La maestra di scena (1909; Castellanza, Collezione Pomini), Rissa in Galleria (1910; Milano, Brera, donazione Jesi). Dopo aver conosciuto Marinetti, nel 1910 firmò il Manifesto dei pittori futuristi e insieme con Balla, Carrà, Russolo e Severini il Manifesto tecnico della pittura futurista, che avrebbe pubblicato nel 1913; contemporaneamente eseguì le prime opere futuriste: La città che sale (1910; New York, Museum of Modern Art); la serie degli Stati d'animo (1911; New York, Museum of Modern Art). Nel 1911 si recò a Parigi con Carrà per organizzarvi la prima mostra futurista. Dal 1912 cominciò a dedicarsi alla scultura: Sviluppo di una bottiglia nello spazio (1912; New York, Museum of Modern Art), Forme uniche nella continuità dello spazio (1913; Milano, Galleria d'Arte Moderna), L'Antigrazioso (1912; Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). Nelle ultime opere (Ritratto del Maestro Busoni, 1916, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) la sua pittura assume caratteri nuovi, con un'attenta rimeditazione del futurismo alla luce anche dell'esperienza cubista.

Bibliografia

M. Valsecchi, Boccioni, Venezia, 1950; R. De Grada, Boccioni. Il mito del moderno, Milano, 1962; G. Ballo, Boccioni, Milano, 1964; G. Verzotti, Boccioni, Firenze, 1989.

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Umberto BoccioniUmberto Boccioni.