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Bodmer, Johann Jakob

scrittore svizzero (Greifensee, Zurigo, 1698-Zurigo 1783). Professore di storia patria a Zurigo e dal 1737 membro del governo della città, fondò (1721) con J. J. Breitinger il primo periodico letterario tedesco: i Discourse der Mahlern (Discorsi dei pittori). È considerato il padre della critica letteraria in Germania, colui che liberò la letteratura tedesca dal predominio della cultura e dei modelli poetici francesi, additando nel mondo inglese, così come nel grande “primitivo” Dante, e negli autori tedeschi prima del Barocco, esempi più attuali e più autentici per la poesia tedesca. Nelle opere Von dem Einfluss und dem Gebrauche der Einbildungskraft (1727; Dell'influsso e dell'uso della fantasia), Kritische Abhandlung von dem Wunderbaren in der Poesie (1740; Trattato critico del meraviglioso nella poesia) e in Kritische Betrachtungen über die poetische Gemählde der Dichter (1741; Considerazioni critiche sui dipinti poetici dei poeti), Bodmer mosse contro il razionalismo wolffiano e contro il classicismo intellettualistico d'ispirazione francese (che culminò in Gottsched e nella sua poetica della “verosimiglianza” e del gusto), sostenendo che la poesia è arte popolare, che la verosimiglianza nella poesia non deve essere logica bensì dare soltanto un'impressione di vero ai sensi e raccomandando l'uso del “meraviglioso” (come l'aveva usato Milton nel Paradiso perduto, da lui tradotto nel 1732): questo il nucleo di novità intorno a cui Bodmer dipanò altri discussi problemi del primo e medio Settecento, come l'imitazione della natura nell'arte e i rapporti fra poesia e pittura. Anche lo scrittore però non riusciva del tutto a prescindere dall'estetica oraziano-aristotelica, come dimostrano il suo manchevole discernimento critico pratico nonché il concetto del gusto come facoltà intellettuale e la sua ambiguità nel definire la fantasia, ora forza creatrice autonoma ora semplice deposito d'immagini tra cui l'intelletto sceglie quelle affini. E, aristotelicamente, Bodmer tralascia di occuparsi della lirica. Se come critico egli appartiene alla letteratura moderna, come autore di satire, poemetti eroico-edificanti, drammi di soggetto classico o biblico è stato invece dimenticato.

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