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Bordiga, Amadèo

uomo politico e teorico marxista italiano (Resina 1889-Napoli 1970). Esponente di rilievo, già nel 1912, della federazione giovanile socialista, Bordiga rappresentò per tutto il periodo bellico la linea del più rigoroso rifiuto di ogni acquiescienza delle masse al conflitto, per trasferire sul piano della lotta di classe le contraddizioni interne della borghesia in guerra. Già in contatto dal novembre 1917 con le correnti di sinistra del PSI più decise, sotto la spinta dell'esperienza sovietica in atto, ad attaccare il massimalismo verbale e inconcludente, Bordiga nel dopoguerra, dalle colonne del Soviet, denunciò con lucidità d'analisi le deficienze rivoluzionarie di un partito troppo eterogeneo e compromesso elettoralmente col regime borghese per condurre il proletariato alla conquista del potere. Dopo la scissione di Livorno (1921) fu prima segretario del Partito Comunista d'Italia, che cercò di organizzare secondo gli schemi marxisti-leninisti (senza però la duttilità tattica del leader bolscevico). Ostile al nuovo indirizzo politico imposto dalla III Internazionale, imperniato sul “fronte unico” con i socialisti e sull'abbandono di una prospettiva rivoluzionaria europea, Bordiga venne progressivamente emarginato dalla direzione del partito tra il 1923 (anno in cui fu incarcerato dal febbraio all'ottobre) e il 1925, quando la sua linea politica fu condannata, equiparandola al frazionismo di sinistra di Trotzki. Mandato al confino a Ustica e a Ponza dal 1927, nel 1930 fu espulso dal partito. Tornato in libertà nello stesso anno, si stabilì a Napoli dedicandosi alla sua professione di ingegnere. Dopo la Liberazione cercò di riprendere, in netta polemica col PCI, un impegno politico centrandolo su un approfondimento teorico del marxismo, che ebbe come espressione, peraltro effimera, un esiguo movimento (il Partito comunista internazionalista).

Bibliografia

A. De Clementi, Amedeo Bordiga, Torino, 1971; F. De Felice, Serrati, Bordiga, Gramsci, Bari, 1971; L. Cortesi, Le origini del P.C.I., Bari, 1972; F. Livorsi, Amedeo Bordiga, Roma, 1976.

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