Questo sito contribuisce alla audience di

Borgógna

Guarda l'indice

(Bourgogne). Regione della Francia centrorientale, 31.582 km², 1.623.295 ab. (stima 2004), 51 ab./km², capoluogo: Digione. Dipartimenti: Côte-d'Or, Nièvre, Saône-et-Loire, Yonne. Confini: Champagne-Ardenne (N), Franca Contea (E), Rodano-Alpi (S), Alvernia (SW), Centro (W), Île-de-France (NW).

Territorio

La regione si trova tra il Bacino di Parigi, la pianura del fiume Saona e il Massiccio Centrale. Prevalentemente montuosa, si estende sullo spartiacque tra i bacini della Loira e della Senna a W e quello della Saona a E ed è costituito da regioni fisiche assai diverse. A W il massiccio di Morvan, propaggine nordorientale del Massiccio Centrale, è una formazione cristallina che raggiunge i 901 m d'altitudine nel monte Bois du Roi ed è ricoperta da fitte foreste. A E si estendono aridi altopiani che scendono ripidamente verso la Loira e più dolcemente verso il Bacino di Parigi. A NW e a N si estende la Bassa Borgogna, formata dalle medie valli dei fiumi Yonne e Armançon e dalla Côte-d'Or, altopiano calcareo che si abbassa verso la valle della Saona con una serie di faglie coltivate a vigneti. La popolazione ha rallentato molto la crescita per arrivare a una stabilità demografica agli inizi del 1990. I saldi migratori negativi sono dovuti alla grande attrazione esercitata da Parigi e Lione. Paese eminentemente agricolo (cereali, barbabietole da zucchero, frutta, legumi, ortaggi), produce ottime uve da vino che danno vini tipici conosciuti in tutto il mondo; diffusi l'allevamento e lo sfruttamento forestale. L'attività industriale è molto diversificata e caratterizzata dalla presenza di imprese di grandi dimensioni, attive nei settori alimentare (Senoble, Amorra), elettronico (Thompson, Alstom, Philips), meccanico, chimico, tessile, siderurgico. Le produzioni sono concentrate nel capoluogo e nelle città di Chalon-sur-Saône, Auxerre, Nevers, Autun, Le Creusot e Mâcon.

Storia

In origine popolata dagli Edui, formava la confederazione gallica degli Arverni, la cui ultima rivolta, capeggiata da Vercingetorige, fu domata da Cesare nel 52 a.C. (caduta di Alesia). Verso il sec. V, dopo i Vandali, gli Svevi e gli Alani, un popolo germanico, quello dei Burgundi, vi si stabilì nei dintorni di Worms, dando alla regione il nuovo nome. Dopo la disfatta di Digione, inflitta nel 500 da Clodoveo al re Gundebaldo, autore delle Leges Burgundiorum, la Borgogna divenne vassalla dei Merovingi e alla morte del re Gondomaro II nella battaglia di Autun (534) possedimento assoluto. La Borgogna fu successivamente concessa a Gontrano (m. 593), figlio di Clotario, che l'ampliò con nuove conquiste. Assegnata prima a Teodorico (596-613), figlio di Childeberto d'Austrasia, poi a Clotario II, venne amministrata da maggiordomi acquistando una sempre crescente importanza politica. Nel 771 Carlo Magno l'eresse a ducato, ma nell'843 con il Trattato di Verdun l'antico reame fu diviso tra gli eredi dell'impero carolingio, fissando al fiume Saona la frontiera che separava il regno di Lotario da quello di Carlo il Calvo. La parte orientale, o contea, toccò a Lotario e quindi venne riunita all'Impero germanico; la parte meridionale formò i due rami di Borgogna: la Transgiurana e la Cisgiurana, che nel 933 furono riunite sotto il nome di Regno di Arles, per finire, un secolo più tardi, col far parte dell'Impero germanico (1033). La parte occidentale restò alla Francia, come Ducato di Borgogna, ed ebbe un ruolo importante nella storia di Francia come focolaio di tutte le ribellioni contro la monarchia e anche per l'importanza territoriale, sempre maggiore, acquisita mediante diversi matrimoni. Primo duca fu Riccardo il Giustiziere, conte di Autun, che respinse i Normanni e favorì la fondazione del monastero di Cluny. Gli succedette il figlio Raoul o Rodolfo dal 921 al 923, data in cui salì al trono di Francia. Per più di un secolo il ducato conobbe dispute, lotte, guerre tra Carolingi e Robertiani, fino a quando, nel 1031, il re di Francia, Enrico I, ne fece dono al fratello Roberto, che iniziò così la dinastia capetingia regnante in Borgogna. Questa casa si spense con Filippo di Rouvres nel 1361 e il ducato ritornò alla corona di Francia, cioè a Giovanni II, detto il Buono, che nel 1363 lo dette al figlio Filippo II l'Ardito (1342-1404), con il quale ebbe inizio la dinastia dei Valois. Oltre a regnare sulla Touraine e la Borgogna, Filippo aveva ereditato dal suocero la Fiandra e l'Artois (1384); fu lui a governare la Francia durante la minore età di Carlo VI (1380) e il successivo periodo di demenza del re (1391) e ne approfittò per favorire i propri interessi. Ebbe per successore il figlio Giovanni Senza Paura; l'odio di questi per il cugino, duca di Orléans, è alla base della tremenda guerra tra Armagnacchi e Borgognoni, che scosse la Francia per vari anni. Assassinato nel 1419 dalla fazione che voleva vendicare l'uccisione del duca di Orléans, a lui succedette il figlio Filippo il Buono, che rifiutò il giuramento di fedeltà al re e fece della Borgogna un potentissimo Stato con l'acquisto di Namur, dell'Hainaut, dell'Olanda, della Frisia, del Brabante, del Limburgo e del Lussemburgo. Alla sua morte, Carlo il Temerario diventò duca di Borgogna. Il suo regno fu in lotta costante con la monarchia capetingia. Capo della Lega del Bene Pubblico, costrinse Luigi XI di Francia a firmare i trattati di Conflans e di Saint-Maur (1465); in un secondo tempo lo fece prigioniero a Péronne (1468); ma dopo una serie di errori e di disfatte trovò la morte durante l'assedio di Nancy. La sua erede e unica figlia Maria venne spogliata del ducato da Luigi XI, che annesse la Borgogna alla corona di Francia, ponendo così fine alla feudalità e assicurando l'unità del territorio francese e del potere regale.

Arte

Intorno al Mille la Borgogna partecipò attivamente all'elaborazione del romanico adottando il sistema della copertura a volte e le nuove soluzioni planimetriche destinate a organizzare lo spazio e ad aumentare il numero delle cappelle. Verso la fine del sec. XI appaiono fissati i due tipi fondamentali di alzato delle chiese romaniche borgognone: Cluny III (iniziata da San Ugo nel 1088 e consacrata nel 1095), con le sue cinque navate (la maggiore alta 30 m, lunga 171 m, con volta a botte acuta e archi trasversali acuti, alzato a tre piani), i due transetti a quattro absidi, il coro con deambulatorio e cinque cappelle radiali, i sette campanili, era la più grande chiesa del Medioevo in Europa. Da Cluny derivò un gruppo omogeneo di chiese borgognone: Paray-le-Monial, Charité-sur-Loire, Notre-Dame di Beaune, St.-Lazaire di Autun. Un secondo gruppo di chiese presenta pure finestre sotto le volte e una ricca decorazione classicheggiante, ma le volte sono a crociera con o senza costoloni, anziché a botte, e mancano i falsi matronei, risultandone un alzato a soli due ordini (Anzy-le-Duc, Charlieu, Vézelay, Avallon). Le prime testimonianze della scultura borgognona provengono da Cluny: sono gli otto capitelli del peribolo del coro e frammenti del timpano col Cristo apocalittico (la più antica trattazione di questo soggetto), che testimoniano una tecnica già evolutissima. Il timpano di Charlieu con la Maiestas Domini è datato 1094. Eccezionale è il complesso scultoreo di Autun (frammento del portale nord con Eva tentata; timpano occidentale col Giudizio finale, ca. 1130, di Gislebertus; capitelli; tomba di S. Lazzaro con statue a tutto tondo). Le figure del timpano hanno corpi sottili e allungati, vesti aderenti con pieghe ondulate e orli sollevati; il gusto dell'orrido e del deforme caratterizza le figure dei demoni e dei dannati. La stessa impronta fantastica e visionaria hanno le sculture di Vézelay (Cristo e i popoli da evangelizzare), di Saulieu, Avallon, Anzy-le-Duc, Perrecy-les-Forges. L'influenza della scultura borgognona si estese alle regioni vicine (Orléanais, Nivernais, Berry, valle del Rodano), alla Linguadoca, all'Italia (Modena), ecc. In Borgogna, dove era stato fondato l'ordine cluniacense, nasce anche l'ordine cistercense, che diffuse nei sec. XII e XIII in tutta l'Europa un'architettura caratterizzata da una grande semplicità strutturale e da un'assoluta assenza di decorazione (dovute a motivazioni religiose), oltre che dall'uso sistematico dell'arco e delle volte acute (elementi tipicamente borgognoni), restando le strutture sostanzialmente romaniche. Particolare importanza nello sviluppo dell'architettura monastica ebbe lo schema planimetrico della chiesa abbaziale di Fontenay (1139-47), a tre navate, transetto con cappelle quadrate e breve coro con abside a chiusura rettilinea. Il gotico rappresentò una variante regionale di quello dell'Île-de-France: elementi locali sono le absidi rettilinee e le cappelle quadrate sul transetto (di origine cistercense), i ballatoi sopra l'imposta delle finestre nella navata centrale, la ricchezza della decorazione, la prevalenza della colonna sul pilastro, l'alto triforio sotto le finestre, l'atrio; infine l'uso, ancora nel sec. XIII, delle arcaiche volte esapartite (Saint-Père-sous-Vézelay, coro di Vézelay, Semur-en-Auxois, Notre-Dame e St.-Bénigne di Digione, Chablis). Per la scultura si ricordano il portale di S. Tommaso di Semur e i bassorilievi classicheggianti della facciata della cattedrale di Auxerre (sec. XIII). L'architettura civile annovera l'ospedale di Tonnerre, con ampia corsia coperta da soffitto ligneo a carena di nave (1298). Alla fine del sec. XIV, con Filippo l'Ardito, la Borgogna acquistò un'importanza economica e politica eccezionale. Fino alla morte (1477) dell'ultimo duca Carlo il Temerario, il grande Stato fu anche uno dei massimi centri artistici e culturali d'Europa. Un gran numero di artisti fiamminghi e olandesi lavorarono alla corte di Filippo a Digione, che divenne non solo uno dei maggiori centri europei del gotico internazionale, ma anche uno dei luoghi in cui, attraverso l'apporto della cultura borghese dei Paesi Bassi, venne superato il manierismo tardo-gotico e si venne formando un nuovo linguaggio ormai rinascimentale. Le due maggiori imprese artistiche commissionate da Filippo l'Ardito a Digione (il palazzo ducale e la certosa di Champmol, destinata dal duca ad accogliere la propria tomba) sono andate in gran parte distrutte. Della certosa di Champmol, eretta nel 1382-88 dall'architetto francese Drouet de Dammartin, resta tuttavia parte della decorazione eseguita da artisti dei Paesi Bassi: i due altari lignei dorati e stilizzati nel gusto del gotico internazionale (Digione, Museo) del fiammingo Jacques de Baerze, insieme ai pannelli con Scene della vita di Cristo, inviati nel 1399 da Ypres da M. Broederlam come sportelli esterni di uno di questi due altari, e soprattutto l'eccezionale complesso delle sculture di Claus Sluter di Haarlem, cioè le statue del portale della certosa e della tomba di Filippo l'Ardito. In Borgogna operarono nella prima metà del sec. XV i discepoli di Sluter, che seguirono il suo stile realistico e drammatico, tra cui il nipote Claus de Werve e Jean de la Huerta (tomba di Giovanni Senza Paura). Solo verso la metà del secolo si delinea la tendenza a un'espressione più distesa e idealizzata dei sentimenti (Compianto dell'ospedale di Tonnerre di Jean Michel e George de la Sonnette, 1451-53; tomba di Philippe Pot nell'abbazia di Citeaux di Antoine Le Moiturier, 1477-83, Parigi, Louvre). Anche in pittura si passò dalle forme eleganti e stilizzate del gotico internazionale a un nuovo linguaggio plastico e naturalistico. Ne è esempio tipico la pala col Martirio di S. Dionigi, iniziata dal fiammingo Jean Malouel per la certosa di Champmol in uno stile prezioso e compiuta dopo il 1416 da un altro fiammingo, Henri Bellechose, nel nuovo spirito che sarà proprio dei Van Eyck e del Maestro di Flémalle. Lo stesso Rogier van der Weyden eseguì per l'ospedale di Beaune (capolavoro dell'architettura civile tardogotica borgognona) la celebre pala col Giudizio finale (1443-46). Nel 1419, del resto, la capitale della Borgogna era stata trasferita da Digione a Bruges e l'arte borgognona si identificò sempre più profondamente con l'arte fiamminga.

Bibliografia

Per la geografia

G. Chabot, Bourgogne, Parigi, 1941; idem, Géographie régionale de la France, Parigi, 1969.

Per la storia e l'arte

C. Oursel, L'art roman de Bourgogne, Digione, 1928; Lione-Mâcon, Congrès Archéologique de France, 1935; Soulange-Bodin, Les châteaux de Bourgogne, Parigi, 1942; R. Oursel, Les églises romanes de l'Autunois et du Brionnais, Mâcon, 1956; G. Chabot, Histoire de la Bourgogne, Parigi, 1957; R. Oursel, Europa romantica: Borgogna, vol. II, Milano, 1979.