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Bororò

gruppo etnico un tempo stanziato dalle regioni di confine della Bolivia fino al fiume Araguaia (Brasile centro-meridionale). I Bororo, che parlano una lingua propria, sono divisi in due grosse frazioni (Bororo in senso proprio, a ovest; Otuké o Bororo orientali a est), a loro volta suddivise in parecchie piccole tribù; ciascuna di esse è formata da due fratrie composte di sette clan a struttura totemica; i clan sono matrilineari e la residenza è uxorilocale. Animisti, i Bororo credono nella magia praticata da stregoni; la loro economia è basata sulla caccia e la raccolta allo stato di nomadi seguendo un particolare itinerario (maguro); armi usuali sono l'arco, la mazza-sciabola, il pugnale e un bracciale formato da aculei di pesci cosparsi di veleno. L'abitazione tradizionale era temporanea, costituita da più pali appoggiati per un estremo al vertice di un palo centrale e ricoperti di foglie. Ancor abbastanza numerosi (ca. 12.000 individui) vivono ormai in villaggi stabili di capanne multifamiliari a pianta circolare e tetto conico; tipica la “casa degli uomini” posta al centro del villaggio; l'economia è basata soprattutto sull'agricoltura stanziale (in particolare tra i Bororo del Rio Vermelho); ricco l'artigianato, che segue le antiche tradizioni dell'intreccio e dell'arte plumaria.

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