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Borromèo

famiglia del patriziato milanese le cui origini risalgono al banchiere padovano Vitaliano (m. 1449), che nel 1406 prese il cognome di Borromeo e nel 1445 venne fatto conte di Arona da Filippo Maria Visconti. Ricca di benemerenze politico-militari e favorita da illustri parentele contratte con accorti matrimoni, assurse presto al grado principesco ed esercitò a lungo un notevole ruolo nella vita della città. Tra i suoi discendenti più famosi, oltre a San Carlo e al cardinale Federico, immortalato da A. Manzoni, si ricordano: Giberto (1463-1508), marito di Maddalena di Brandeburgo, avverso all'alleanza milanese con Carlo VIII e perciò privato dei feudi da Ludovico il Moro; Federico (1617-1673), patriarca di Alessandria (1654), nunzio apostolico a Lucerna, cardinale (1670) e segretario di Stato di Clemente X; Renato (1618-1685), iniziatore del ramo dei Borromeo-Arese attraverso il suo matrimonio con Giulia Arese; Carlo, conte d'Arese (1657-1734), viceré di Napoli (1710-13) e commissario imperiale per i feudi d'Italia, letterato e protettore di L. A. Muratori; Vitaliano (Milano 1792-1874) conte d'Arese, naturalista e letterato, vicepresidente del governo provvisorio di Lombardia (1848), esule in Piemonte e senatore (1853), amico del Grossi e del Manzoni.

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