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Boscán Almogáver, Juan

poeta spagnolo (Barcellona ca. 1490-1542). Ebbe un'educazione raffinata (fu probabilmente allievo dell'umanista italiano Lucio Marineo Siculo). Fece parte delle corti di re Ferdinando il Cattolico e di Carlo V; partecipò alla spedizione inviata in soccorso di Rodi assediata dai Turchi (1522); fu precettore di Fernando Álvarez de Toledo, duca d'Alba. Ebbe amici i maggiori letterati del tempo, da Baldassarre Castiglione (il cui Cortegiano tradusse in ottima prosa castigliana) a Garcilaso de la Vega. L'opera poetica di Boscán Almogáver (pubblicata postuma dalla moglie) è distribuita in tre libri: composizioni nei metri tradizionali castigliani; poesie in metri nuovi, ossia italiani (sonetti, canzoni, terzine), imitazioni del Petrarca e del poeta catalano Ausias March; poemi più lunghi, ossia una Epístola a Mendoza (Diego Hurtado, il presunto autore del Lazarillo de Tormes), un'allegorica Octava rima, derivata dalle Stanze del Bembo, e una Historia de Hero y Leandro, imitazione del poemetto di Museo attraverso la parafrasi di Bernardo Tasso. Il merito principale di Boscán Almogáver, poeta colto e sensibile, consiste nell'aver introdotto i metri italiani nella poesia castigliana, fornendo in tal modo un nuovo strumento espressivo ai grandi poeti spagnoli del Rinascimento (Garcilaso de la Vega, Luis de León, Juan de la Cruz).