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Boscoreale

comune in provincia di Napoli (25 km), 59 m s.m., 11,20 km², 27.618 ab. (boschesi), patrono: Madonna del Carmine (16 luglio).

Cittadina posta alle falde sudorientali del Vesuvio, nel cui parco nazionale è compresa. Insediamento romano, fu riserva di caccia di Carlo I d'Angiò (1266), poi feudo dei Capecelatro e dei Piccolomini. Fu danneggiata dal terremoto del 1980. § Di grande interesse sono le ville rustiche romane: villa Regina (sec. I a. C); la villa di Fannio Sinistore, le cui pitture parietali, in stile pompeiano, con prospettive architettoniche e grandi fregi figurati (megalografie), sono nei musei di Napoli, Parigi e New York; villa della Pisanella, da cui proviene una raccolta di argenterie (il cosiddetto “Tesoro di Boscoreale”, custodito al Louvre), i cui pezzi migliori sono due coppe lavorate a sbalzo con Augusto in trono e il trionfo di Tiberio; e la villa di Numedius Popidius Florus (sec. I a. C.). L'Antiquarium Nazionale – Uomo e Ambiente nel Territorio Vesuviano raccoglie reperti archeologici relativi alle ville rustiche, vere e proprie aziende agricole del passato, e materiale proveniente da Pompei.§ Meta di turismo escursionistico, culturale e naturalistico (Riserva Tirone Alto Vesuvio), basa la sua economia anche sull'agricoltura, con uva (vino vesuvio DOC), ortaggi (pomodori San Marzano DOP) e frutta (albicocche), e sulla piccola industria chimica (gas), alimentare, dell'abbigliamento, dello stampaggio, delle materie plastiche e della lavorazione della pietra lavica.

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