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Boyer, Jean-Pierre

uomo politico haitiano (Port-au-Prince 1776-Parigi 1850). Fu dapprima alleato dei Francesi che avevano abolito la schiavitù e si separò dal partito francese quando il generale Leclerc pretese di ristabilirla. Nel 1818 succedette ad Alexandre Pétion quale presidente del settore meridionale del Paese, mentre in quello settentrionale imperava come re Henri Christophe. Quando questi si uccise, nel 1820, Boyer riunificò il Paese; nel 1822 invase la parte spagnola dell'isola e, dopo avere occupato Santo Domingo, la incorporò nella Repubblica di Haiti. Con tenace opera diplomatica riuscì a ottenere dalla Francia il riconoscimento dell'indipendenza (1825), seguito da un trattato di amicizia e commercio (1838). Boyer si dedicò all'organizzazione sociale e amministrativa di Haiti; mantenne però in una posizione privilegiata l'élite mulatta, alla quale apparteneva. Nel 1843 un movimento liberale capeggiato da Charles Herard Ainé lo depose, costringendolo all'esilio.

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