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Bréno

comune in provincia di Brescia (70 km), 342 m s.m., 58,79 km², 546 ab. (brenesi), patrono: san Valentino (14 febbraio).

Centro della media Valcamonica, posto alla sinistra del fiume Oglio. Diversi reperti rinvenuti nel territorio testimoniano che Breno fu abitato già in età antica: sono stati infatti trovati graffiti rupestri, una necropoli dell'Età del Ferro e reperti di epoca romana. Nel Medioevo acquisì notevole importanza strategica quando fu trasformato dai Franchi nel centro principale della valle (773). Ebbe poi come feudatari gli Scaligeri (1319) e i Visconti, fino a quando non entrò a fare parte (1428) dei territori della Repubblica di Venezia, rimanendovi fino al 1797. Con la costituzione della Repubblica Cisalpina divenne capoluogo del Cantone della Montagna.§ Il centro storico si è sviluppato sull'antica strada camuna, lungo la quale furono via via costruiti le antiche torri medievali e i palazzi. Del castello medievale, eretto su una rupe scoscesa, rimangono le mura di cinta merlate, resti della longobarda e poi romanica chiesa di San Michele, alcune torri e parti perimetrali anche degli ambienti sotterranei; il castello fu a lungo utilizzato come cava di pietre. Ai sec. XIV-XV risale la chiesa gotica di Sant'Antonio, decorata da dipinti e affreschi, tra gli altri, di V. Foppa, G. Romanino e C. Piazza. La secentesca chiesa di San Salvatore conserva opere del Fiammenghino e di C. Piazza. Il Museo Camuno di Breno espone materiali e oggetti archivistici oltre a una raccolta di quadri del Romanino, di G. Ceruti e di L. Gambara. È in stile moresco la villa Gheza (1930-34).§ L'agricoltura produce soprattutto foraggi, che alimentano il locale allevamento. L'industria opera principalmente nei settori edile (produzione di calcestruzzo), siderurgico, meccanico, metallurgico e informatico (software).

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