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Bracciano, lago di-

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Generalità

Bacino lacustre (superficie 57,5 km²; profondità massima 160 m) di forma circolare del Lazio centrale (provincia di Roma), posto a 164 m s.m. entro un complesso di cavità crateriche nella sezione centrale degli antichi vulcani Sabatini, di cui gli attuali monti Sabatini, immediatamente a N del lago, rappresentano la fascia più elevata. La sua alimentazione idrica (a opera di sorgenti e piccoli torrenti) è incostante e determina perciò accentuate oscillazioni di livello; suoi emissari sono l'acquedotto Paolo e l'Arrone, tributario del mar Tirreno. Le sue acque sono ricche di pesce; alle sue rive si affacciano i centri di Anguillara Sabazia, Bracciano, Trevignano Romano e Vicarello (sorgenti termali). In epoca romana era noto come lacus Sabatinus; è conosciuto anche con il nome di Sabatino, o Sabazio, o dell'Anguillara.

Archeologia

I fondali del lago di Bracciano sono stati oggetto di ricerche archeologiche sistematiche a partire dal 1976, ricerche che hanno rivelato la presenza di numerosi insediamenti perilacustri dell'Età del Bronzo e del Ferro. La scoperta più clamorosa è però avvenuta in circostanze fortuite: nel 1989, in località La Marmotta, i lavori di posa in opera di una tubatura evidenziarono la presenza di un abitato di età neolitica. I resti (pali, tavolati, ceramica) giacevano sommersi a circa 360 m dalla riva e, nel 1992, ebbe inizio la prima campagna di scavo. Due anni più tardi, fu localizzata una grande piroga monossile, ricavata da un tronco di quercia e lunga 10,5 m. Le datazioni assolute calibrate permettono di attribuire l'imbarcazione al 5500 a.C., una data conforme agli altri risultati ottenuti grazie alle analisi radiocarboniche: tutti i reperti del villaggio della Marmotta analizzati hanno infatti fornito date che oscillano tra il 5690 e il 5260 a.C. La prosecuzione delle ricerche sistematiche condotte in località La Marmotta ha portato, nel 1999, a una nuova importante scoperta. È stata infatti localizzata un'altra piroga monossile, anch'essa ricavata da un tronco di quercia, lunga ca. 5,5 m. L'imbarcazione proviene da un'area del villaggio diversa da quella in cui era stato rinvenuto l'esemplare precedente e, sulla base delle osservazioni stratigrafiche, è certamente più antica. Essa risale alle prime fasi di vita dell'insediamento neolitico de La Marmotta ed è databile in un periodo compreso fra 6000 e 5700 anni prima di Cristo. Oltre a una maggiore antichità, questa seconda piroga presenta anche caratteristiche strutturali che la differenziano dalla precedente e ne fanno un tipo di imbarcazione finora sconosciuto per epoche così remote.