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Brancaleóne

comune in provincia di Reggio di Calabria (62 km), 12 m s.m., 35,91 km², 3882 ab. (brancaleonesi), patrono: san Pietro Apostolo (29 giugno).

Centro esteso sul versante sudorientale dell'Aspromonte, nella fascia costiera tra capo Spartivento e la foce della fiumara di Bruzzano; sede comunale è Brancaleone Marina. Quest'ultima ebbe forse origine (con il nome di Sperlinga) da un agglomerato abitato in epoca remota, poi abbandonato per dar vita a un altro in posizione più alta e più sicura. Il pericolo di frane però costrinse gli abitanti a reinsediarsi nel luogo attuale. Capoluogo di baronia, fu possesso di numerosi feudatari, gli ultimi dei quali furono i Carafa di Bruzzano (1674-1806). Venne quasi distrutto dal terremoto del 1783. Sulla sua spiaggia, nel settembre del 1861, sbarcò José Borjés per tentare la riconquista del regno ai Borbone.§ Brancaleone Superiore, abbandonato in seguito a frane e alluvioni, conserva in parte il suo aspetto di borgo medievale fortificato e pittorescamente arroccato su un'altura. La parrocchiale dell'Annunciata, con portale cinquecentesco, custodisce un altare maggiore in marmi policromi e pregevoli arredi sacri.§ L'economia si basa sulla coltivazione e sulla lavorazione del gelsomino e del bergamotto. Altre risorse provengono dalla produzione di ortaggi, frutta, olive e cereali, dall'allevamento (ovini, bovini e suini), dalla pesca e dal turismo balneare, favorito da buone strutture ricettive e ricreative.§ Nel 1935 lo scrittore Cesare Pavese, sospettato di antifascismo, fu obbligato a trascorrervi un anno di confino. Nei pressi del borgo si trovano alcune grotte, abitate un tempo da monaci basiliani; tra esse è una chiesetta rupestre, dedicata alla Vergine del Riposo e tuttora luogo di culto, che sopra l'altare conserva un affresco bizantineggiante.

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