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Brando, Marlon

attore drammatico e cinematografico statunitense (Omaha, Nebraska, 1924-Los Angeles 2004). Il suo metodo di recitazione è legato all'Actors' Studio, di cui fu il più famoso ed efficace propagandista attraverso lo schermo; ma aveva studiato anche con altri insigni educatori e calcato le scene a Broadway dal 1944, ottenendo nel 1947 il successo più pieno in Un tram che si chiama desiderio, di T. Williams. Dopo l'esordio sullo schermo in Uomini (1950) di F. Zinnemann, E. Kazan, ch'era stato il suo maestro in teatro, lo condusse alla celebrità mondiale in tre film: la replica cinematografica del citato dramma di Williams (1951), Viva Zapata! (1952) e Fronte del porto (1954), che gli procurò un premio Oscar. In seguito Brando ebbe modo di farsi apprezzare in film di genere diverso, come Bulli e pupe (1955), I due volti della vendetta (di cui curò anche la regia; 1960), Gli ammutinati del Bounty (1962). Rilanciato negli anni Settanta da un terzetto di grosse produzioni (Queimada, 1969; Il padrino, 1972; Ultimo tango a Parigi, 1972) dovute a registi, scrittori o produttori italiani, ricevette un secondo premio Oscar per la sua robusta e un po' gigionesca caratterizzazione ne Il padrino. Negli anni Settanta girò ancora diversi film, tra i quali Missouri (1975), Apocalypse now (1979), cui è seguito un lungo periodo di lontananza dal cinema. Tornato sulle scene verso la fine degli anni Ottanta, ha girato numerosi film tra cui Un'arida stagione bianca (1989), Il boss e la matricola (1990), Maestro d'amore (1995), L'isola del dottor Moreau (1996) e, insieme a R. De Niro, The Score (2001; Il punteggio).