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Bremond, Henri

storico e critico francese (Aix-en-Provence 1865-Arthez d'Asson, Pyrénées-Atlantiques, 1933). Entrato giovanissimo nella Compagnia di Gesù, fece il noviziato e gli studi di filosofia scolastica in Inghilterra (1882-88), dove subì profondamente l'influsso di Newman (cui, nel 1906, dedicò l'Essai de biographie psychologique in 3 volumi; Saggio di biografia psicologica) e si diede anche alla lettura dei poeti inglesi (soprattutto dei “laghisti”). I suoi primi saggi di letteratura pura e di psicologia religiosa apparvero nel 1899 sulla rivista dei gesuiti Études rivelandolo subito come uno dei più genuini eredi di Sainte-Beuve. Nel 1904 abbandonò l'ordine per rimanere prete secolare e sviluppare in piena libertà di giudizio una concezione spiritualistica della filosofia e della letteratura. Legato d'amicizia a Fogazzaro, all'ex-gesuita G. Tyrrel e ai modernisti irlandesi, si tenne però sempre estraneo a quel movimento. Solo pietà d'amico e spirito sacerdotale lo spinsero, nel 1909, ad accorrere al letto di morte di Tyrrel scomunicato; poche ore dopo venne colpito dalla sospensione a divinis, poi revocata. Nella sua monumentale e documentata Histoire littéraire du sentiment religieux en France (11 vol., 1916-36; Storia letteraria del sentimento religioso in Francia), Bremond riscopre, accanto ai grandi personaggi, una folla di scrittori mistici ingiustamente dimenticati. Di Bremond, che è il teorico della poesia pura, intesa come frutto di un'intuizione irrazionale (fornendo quindi un valido sostegno teorico all'antirazionalismo, che è alla base della poesia moderna) vanno ricordati: Pour le romantisme (1923; Per il romanticismo), La poésie pure (1926; La poesia pura), Prière et poésie (1927; Preghiera e poesia), Racine et Valéry (1930). Entrò a far parte dell'Académie nel 1923.

Bibliografia

A. Autin, L'abbé Bremond, l'homme et l'œuvre, Parigi, 1947; A. Savignano, Henri Bremond, preghiera, Perugia, 1980.

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Henri Bremond