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Brentónico

comune in provincia di Trento (39 km), 692 m s.m., 62,67 km², 3620 ab. (brentegani o brentoneghi), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Centro situato sull'altopiano omonimo, sul versante destro della val Lagarina. Noto ai Romani e citato da Paolo Diacono nel 590, appartenne ai principi-vescovi di Trento, ai Castelbarco (sec. XIII) e a Venezia (sec. XV). Fu sede del supremo tribunale di giustizia dei Quattro Vicariati (Ala, Avio, Brentonico e Mori).§ La secentesca parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo fu costruita in luogo di una chiesa romanica, di cui sopravvivono la cripta e il campanile a cuspide e affreschi trecenteschi; l'interno a una navata conserva altari di marmo della locale famiglia Benedetti di Castione, una Deposizione in pietra policroma di G. Mannelli di Avio e una statua lignea (Madonna col Bambino), entrambe cinquecentesche. Interessanti le rovine del castello di Dosso Maggiore.§ L'economia si basa sul settore terziario (la città richiama infatti un gran numero di turisti soprattutto per la vicina area del monte Baldo), e sull'estrazione e lavorazione del marmo giallo (in località Castione). Diffuso l'allevameno bovino.

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