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Breton, André

poeta e critico francese (Tinchebray, Orne, 1896-Parigi 1966). Fu uno dei fondatori del movimento surrealista e il suo maggiore teorico. Iniziati a Parigi gli studi universitari di medicina (neuropsichiatria), fu chiamato, durante la prima guerra mondiale, a prestar servizio in ospedali psichiatrici. La lettura delle opere di Freud e l'amicizia con J. Vaché e G. Apollinaire determinarono la sua vocazione. Dopo la guerra si dedicò a esperienze di dissociazione psichica, di automatismo dell'espressione, di viaggio ai confini della coscienza. Fondò, con L. Aragon e Ph. Soupault, la rivista Littérature (1919), che divenne l'organo del movimento dada; nello stesso anno scrisse, in collaborazione con Soupault, il primo testo autenticamente surrealista di scrittura automatica, Les Champs magnétiques, (Campi magnetici) che verrà pubblicato nel 1920; fu in rapporto con T. Tzara; visitò Freud (1921). Nel 1924 aprì (con i poeti P. Éluard e R. Desnos e i pittori F. Picabia e M. Ernst) la “Centrale di ricerche surrealiste”, pubblicò il primo Manifeste du surréalisme (Manifesto del surrealismo), uno dei suoi testi maggiori, e i saggi di Les pas perdus (Passi perduti). Seguirono anni di polemiche e di rapporti assai complessi con il partito comunista francese, cui egli aderì nel 1926 e dal quale si staccò definitivamente nel 1935, quando si schierò dalla parte di Trotzkij. Per Breton si trattava anche di difendere l'autonomia creativa del poeta dal controllo del partito e di tentare di risolvere le contraddizioni tra surrealismo e marxismo (Légitime défense, 1926, Legittima difesa). Da allora e soprattutto dallo straordinario racconto Nadja (1928) Breton assunse il ruolo di “sacerdote” del surrealismo, che gli fu contestato da Aragon e altri ma che conservò fino alla morte. Dal 1929 al 1940 uscirono Le second manifeste du surréalisme (1930; Secondo manifesto del surrealismo), nuova e più precisa esaltazione del potere assoluto dell'ispirazione che procede per folgorazioni e corti-circuiti da moltiplicare all'infinito, e alcuni dei suoi libri più importanti: L'Immaculée Conception,in collaborazione con Éluard, (1930; L'immacolata concezione), che si può considerare il più compiuto esempio di scrittura automatica, L'Union Libre (1931; L'Unione libera), Les vases communicants (1932; Vasi comunicanti), L'amour fou (1937; L'amore folle). Nel 1941 il governo di Vichy lo costrinse a rifugiarsi negli Stati Uniti. Tornò in Francia nel 1946, anno in cui ricostituì il gruppo surrealista, e da allora visse in un superbo isolamento. I suoi scritti teorici (Anthologie de l'humour noir, 1940, Antologia dell'humor nero; Le surréalisme et la peinture, 1946, Il surrealismo e la pittura; La clef des champs, 1952, Sentieri della libertà; L'art magique, 1956, L'arte magica; Poésie et autre, 1960, Poesia e altro) presentano tuttora grande interesse. Nel 1970 è stato pubblicato Perspective cavalière, (Prospettiva cavaliera) che raggruppa articoli dal 1925 al 1965.

Bibliografia

P. Bigongiari, Meraviglia di Breton, in Poesia francese del Novecento, Firenze, 1968; Ph. Audouin, Breton, Parigi, 1970; A. Sarane, André Breton par lui-même, Parigi, 1971; G. Durozoi, B. Lecherbonnier, André Breton, l'écriture surréaliste, Parigi, 1974; M. Bonnet, Naissance de l'aventure surréaliste, Parigi, 1975; I. Margoni, Per conoscere André Breton e il surrealismo, Milano, 1976; L. Gabellone, L'oggetto surrealista. Il testo, la città, l'oggetto in Breton, Torino, 1977; L. Binni, André Breton in Quattro studi francesi, Roma, 1979; M. Nadeau, Storia e antologia del surrealismo, Milano, 1980; M. Rosello, L'humour noir selon André Breton, Parigi, 1987; M. Bonnet (a cura di), Archives du surréalisme, Parigi, 1988.

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