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Brizzi, Enrico

scrittore italiano (Nizza 1974). Precocissimo, ha scritto ad appena diciannove anni il romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Una maestosa storia d'amore e di “Rock parrocchiale” (1994), accolto con sorpresa e favore dal pubblico, soprattutto giovanile, e da parte della critica. Paragonato dai più al giovane Holden, l'indimenticato protagonista dell'omonimo romanzo di Salinger, Jack Frusciante rappresenta il mondo sommerso e inquieto dei giovani nati a metà degli anni Settanta e colti nella fase di transizione dall'adolescenza all'età adulta. Con il libro successivo, Bastogne (1996), Brizzi ha mutato completamente registro, allineandosi almeno formalmente alle tendenze recenti della narrativa pulp. In Tre ragazzi immaginari (1998) la materia coesiva di tutto il romanzo è lo slancio di uno stile che dà vita e intensità ad un universo intriso sia di passionalità sia di scetticismo, di astuzie, languori, malinconia di estasi artificiale, di non medicate astenie, di spiriti anarchici e anche pietistici. Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile (1999), invece, appare come romanzo ridondante di cliché di scrittura, dall'aggettivazione magniloquente. Nella raccolta di racconti L'altro nome del rock (2001), scritti insieme a Lorenzo Marzaduri, ha riportato storie di vita legate al mondo della musica giovanile. Nel 2003 ha pubblicato Razorama, nel 2005 Nessuno lo saprà e nel 2007 Il pellegrino dalle braccia di inchiostro. Nel 2008 è uscito il romanzo L'inattesa piega degli eventi, che si svolge in un'immaginaria Italia degli anni Sessanta ancora sotto il governo fascista, mentre La nostra guerra (2009), racconta il "prima" di quel romanzo. Nel 2013 ha pubblicato il romanzo O la va o la spacca. Una commedia nera.

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