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Buonaiuti, Ernèsto

ecclesiastico e storico del cristianesimo (Roma 1881-1946). Ordinato sacerdote nel 1903, dopo aver collaborato agli Studi religiosi di S. Minocchi, fondò a 24 anni la Rivista storico-critica delle scienze religiose, che fu prezioso strumento per la diffusione della cultura religiosa in Italia. A 34 anni vinse la cattedra di Storia del cristianesimo presso l'Università di Roma. Da allora agì in campi diversi: storico-religioso, didattico e spirituale. Egli si era però compromesso con quel movimento cattolico di rinnovamento culturale e spirituale che con il nome di modernismo era stato stroncato da Pio X (enciclica Pascendi del 1907). Ne prese le difese (Il programma dei modernisti; Lettere di un prete modernista) e per questo ebbe la scomunica, più volte ribadita. Nel 1931, anche in seguito al Concordato del 1929, gli fu tolta la cattedra universitaria per aver rifiutato il giuramento fascista. Buonaiuti ha lasciato ben 3766 scritti, di cui si ricorda la Storia del Cristianesimo in tre vol. (1942-43) e gli studi su Gioacchino da Fiore e Lutero.

Bibliografia

V. Vinay, Ernesto Buonaiuti e l'Italia religiosa del suo tempo, Torre Pellice, 1956; L. Bedeschi, Buonaiuti, il concordato e la Chiesa, Milano, 1970; Autori Vari, Ernesto Buonaiuti, Roma, 1978.

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