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Buren, Daniel

artista francese (Boulogne-Billancourt 1938) gravitante nell'area dell'arte concettuale; il suo lavoro parte dal presupposto che l'opera deve necessariamente rapportarsi allo spazio in cui viene collocata e fruita, che quindi diviene parte integrante dell'opera stessa. Ne nasce una sorta di progetto architettonico per il quale Buren utilizza teli in tessuto, carta ecc. (a righe bianco/colore). Delle “installazioni” realizzate ricordiamo: quella progettata al Guggenheim Museum di New York nel 1971; La capanna esplosa nº 2 (Marsiglia, 1985); Vitres, Éclats, Glaces (Parigi, 1985); padiglione francese alla Biennale di Venezia (1986) per il quale ha vinto il Leone d'Oro; Diagonale per un luogo (Grenoble, 1986); Les Oculi (Parigi, 1987); 7 bouquets pour Vienne (Vienne, Francia, 1988); It is Then, Smack in the Middle of the Place That Things Take Place (Tōkyō, 1988). Dagli anni '80 ha abbandonato la pittura in favore di installazioni architettoniche permanenti in spazi pubblici, tra cui Les Deux Plateaux al Palais-Royal di Parigi e la Place des Terreaux a Lione. Nel 2007 gli è stato assegnato il Praemium Imperiale ed è stato commissario per il padiglione francese alla Biennale di Venezia scegliendo l'artista Sophie Calle per rappresentare la Francia.

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