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Burgess, Anthony

scrittore inglese (Manchester 1917-Londra 1993). Narratore fecondo, con influenze che comprendono Wells, Joyce e A. Huxley, si è affermato con romanzi satirico-grotteschi di ambiente per lo più intellettuale. Si segnalano: The Long Day Wanes (1956; trad. it. Malesia, 1980), The Clockwork Orange (1961; L'arancia a orologeria, a cui S. Kubrick si ispirò per il film Arancia meccanica, 1972), Enderby (1973; La dolce bestia), Napoleon Symphony (1974), il romanzo fantascientifico 1985 (1978), Abba Abba (1977), The Pianoplayers (1981), Enderby's Dark Lady (1984; La dama bruna di Enderby), The Kingdom of the Wicked (1985; Il regno dei malvagi), Any Old Iron (1989; L'antica lama). Burgess si è cimentato anche nella saggistica (Nothing Like the Sun, 1964, su Shakespeare; Flame into Being, 1985, su D. H. Lawrence) e nella traduzione di libretti d'opera (Oberon, 1985; Carmen, 1987). Nel 1986 è uscito un suo dramma musicale basato sull'Ulisse di Joyce, Blooms of Dublin, e nel 1987 Little Wilson and Big God: Being the First Part of the Confessions of Anthony Burgess (Il piccolo Wilson è il grande Dio: la prima parte delle confessioni di Anthony Burgess). Nel 1993 ha pubblicato A Dead Man in Deptford, biografia romanzata di C. Marlowe. Nel 1995, postumo, è stato pubblicato in Gran Bretagna Byrne, un romanzo in versi: 600 stanze scritte in una lingua maccheronica (tedesco, italiano, francese e latino) in cui Burgess prende, da par suo, in giro soprattutto i suoi connazionali, in una mirabolante serie di paradossali avventure che restano come l'epitaffio di un autore sempre scomodo e mai banale.

Bibliografia

A. Whellens, Anthony Burgess and the Enderby Trilogy, Pisa, 1980; S. Manferlotti, Anti-utopia. Huxley, Orwell, Burgess, Palermo, 1984.

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