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Busachi

comune in provincia di Oristano (39 km), 379 m s.m., 59,30 km², 1629 ab. (busachesi), patrono: sant’ Antonio (13 giugno).

Centro situato su un colle dominante la valle del fiume Tirso, a S del lago Omodeo. Il paese è suddiviso in tre nuclei: Busachi de susu, Campu Majore e Busachi de josso. Sorto in zona d'insediamenti nuragici, dal sec. XI fece parte della curatoria di Parte Barigadu, compresa nel Giudicato d'Arborea, di cui fu, dopo Fordongianus, capoluogo. Dal sec. XV fu il centro di una vasta baronia poi eretta a marchesato (sec. XVIII) e nel 1839 fu riscattato in seguito all'abolizione dei feudi.§ Nell'abitato, caratterizzato da case in trachite rossa d'impianto tradizionale, sorgono la parrocchiale di Sant'Antonio del 1759 in pietra a vista, con alto campanile, che conserva un organo Lazzari del 1773, e la settecentesca chiesa di San Bernardino, con coronamento curvilineo e cupola poligonale. La cinquecentesca chiesa di San Domenico (nota come “Su Conventu”), con rosone nelle facciata e torre campanaria, ampio chiostro e portico colonnato, dopo un accurato restauro, è sede del Museo del Costume Tradizionale e della Lavorazione del Lino, materia prima un tempo coltivata in questa zona.§ L'economia si basa in prevalenza sull'agricoltura, che produce cereali, ortaggi, legumi e uva, e sull'allevamento di ovini, caprini e bovini. Sono attive aziende meccaniche e di estrazione di ghiaia e pietra calcarea e produzione di materiali da costruzione. La vicinanza con il lago Omodeo e con il fiume Tirso favorisce la villeggiatura estiva e l'escursionismo.§ Nei dintorni sorge la chiesa campestre di Santa Susanna, cinquecentesca, con ampio portico in trachite rossa; custodisce affreschi raffiguranti scene della vita della santa.

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