Questo sito contribuisce alla audience di

Buttiglióne, Ròcco

filosofo e uomo politico italiano (Gallipoli 1948). Allievo di A. Del Noce, docente universitario di filosofia della politica, ha contribuito con numerosi scritti al dibattito su temi quali il rapporto tra marxismo e cristianesimo, la crisi dell'ideologia marxista e la dottrina sociale cristiana. Vicino alle gerarchie della Chiesa e in particolare a Giovanni Paolo II, si è impegnato nella DC, partecipando alla sua trasformazione in Partito Popolare Italiano (PPI). In occasione del I congresso di quel partito, ne è divenuto segretario in contrapposizione al candidato della sinistra (luglio 1994). Tra gli artefici della mozione di sfiducia al governo Berlusconi, è divenuto poi sostenitore di un'alleanza con Forza Italia, determinando nel 1995 una spaccatura insanabile del PPI, che lo ha portato nel luglio dello stesso anno a fondare una nuova formazione, il CDU (Cristiani Democratici Uniti). Presentatosi nelle elezioni politiche del 1996 al fianco di Forza Italia, come membro del Polo della Libertà, nel 1998 è passato con alcuni deputati del partito a far parte, per un breve lasso di tempo, dell'UDR, il movimento formato da F. Cossiga, per appoggiare il governo di centrosinistra presieduto da D'Alema. Ritornato, ben presto, ad appoggiare la coalizione di centrodestra, in occasione delle elezioni politiche del 2001, Buttiglione ha formato, nel tentativo di ricostruire un grande centro cattolico, con Casini un nuovo raggruppamento, denominato Biancofiore, che ha inglobato il suo CDU e il CCD. Vinte, quell'anno, le elezioni dallo schieramento di centrodestra, Buttiglione è stato nominato ministro delle Politiche Comunitarie. Nel 2002 ha contribuito alla nascita dell'UDC, di cui è stato eletto presidente. Tra i numerosi scritti, di cui oltre 130 saggi scientifici anche in lingue diverse, ha pubblicato diversi articoli sulla stampa italiana ed estera. Nel 2005, nel secondo governo Berlusconi, è stato nominato ministro per i Beni e le attività culturali e nel 2006 è stato eletto senatore. Alle elezioni politiche del 2008, tornato alla Camera come deputato, ne è stato nominato vicepresidente.