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Bykov, Vasilij Vladimirovič

scrittore e giornalista belorusso (Vitebsk 1924-Minsk 2003). Entrato nell'esercito a soli 18 anni, partecipò alla II guerra mondiale, dalla cui esperienza nacque il discusso I morti non soffrono più (1966), opera che provocò l'ira del regime comunista e che venne severamente biasimata al XXIII Congresso del partito. Bykov rappresentò con vivezza naturalistica e intensità emotiva gli aspetti ingloriosi della guerra, l'ottusità e l'incompetenza dei comandanti, la sofferenza dei soldati semplici, le attività della polizia segreta. Tra le altre opere: Il terzo missile (1962), Il ponte di Krugljanskij (1969), Sotnikov (1972). Pur essendo stato un acceso sostenitore, fin dai primi anni Ottanta, della riabilitazione degli scrittori vietati dal regime sovietico, Bykov entrò a far parte, nel giugno del 1986, dell'Unione degli scrittori e, quindi, iniziò a collaborare con il quotidiano Sovetskaya Belorussia. Nel 1989, accolse favorevolmente la perestrojka e accentuò il suo impegno politico, tanto che è stato eletto deputato ed è tra i fondatori del Fronte popolare della Bielorussia. In seguito, a causa del regime autoritario instauratosi nel suo Paese e della minaccia di annessione da parte della Russia, si è rifugiato in Finlandia dove, nel 2000, ha pubblicato una serie di racconti inediti, tra i quali spicca La tana del lupo, ambientato a Černobyl, in Ucraina, dopo l'esplosione del reattore della centrale nucleare.

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