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Càdice (città)

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(Cádiz). Capoluogo della provincia omonima (comunità autonoma: Andalusia, Spagna), 5 m s.m., 131.813 ab. (stima 2005).

Generalità

Situata sulla costa atlantica, su un promontorio roccioso che chiude a SW la baia di Cadice e che è collegato alla terraferma da uno stretto e lungo istmo tagliato dal canale Arillo. La città, circondata dalle mura (m 4500) del Seicento, presenta una struttura regolare con vie rettilinee, caratteristiche case bianche a due o tre piani con terrazze e verande (miradores), vie ben lastricate con marciapiedi di mattonelle di tipo andaluso, piazze con giardini. Grazie al suo porto, la città fiorì in seguito alla scoperta dell'America, diventando nel sec. XVIII il centro dei commerci atlantici. Vivace centro culturale, è sede di un'università.

Storia

Fondata verso il sec. IX a. C. dai Fenici (Gádir, recinto fortificato; poi Gades per i Romani e Qadis per gli Arabi), fu un ottimo porto, in posizione strategica e molto ben difendibile. Ultimo baluardo cartaginese caduto in mano di Scipione nel 206 a. C., la città fu particolarmente fiorente in epoca romana (vi risiedette Cesare), declinando sotto Visigoti e Arabi a causa dei numerosi saccheggi subiti. Conquistata dai Castigliani (Alfonso X) nel 1262, fu ripopolata con Spagnoli del nord e fatta sede episcopale. La scoperta dell'America le diede somma importanza, tanto che vi venne creata una “Casa de Contratación” destinata a sostituire nel 1720 quella di Siviglia. Saccheggiata nel 1587 e nel 1596 da F. Drake e dal conte di Essex e devastata dalla peste del 1649, si riebbe ogni volta rapidamente, tanto da raggiungere nel sec. XVII una popolazione di 14.000 abitanti (molto notevole per l'epoca), fra cui numerosi stranieri, per lo più commercianti e banchieri. Nel 1748 vi fu aperta la prima Scuola di medicina di Spagna e tre anni dopo, accanto all'attivo arsenale militare, vi ebbe sede un comando di dipartimento marittimo. Dal suo porto salpò nel 1805 la flotta franco-spagnola sconfitta poi a Trafalgar. Pochi anni dopo (1808) la città si ribellò contro gli invasori francesi, che la assediarono invano; durante l'assedio vi si tennero le famose Cortes che elaborarono la prima Costituzione democratica spagnola (1812). Nel suo porto si ammutinò nel 1820 il colonnello R. Riego, dando inizio all'insurrezione contro il re Ferdinando VII. Nel 1823 la città cadde in mano ai francesi, che vi restarono fino al 1828. Con la crisi dei commerci seguita alla perdita delle colonie, la città conobbe un inesorabile declino. Nel corso della guerra civile si schierò dalla parte repubblicana, ma fu occupata già nel 1936 e utilizzata come base dalle truppe nazionaliste di Franco.

Arte

Data la modesta importanza della città nel Medioevo, mancano monumenti di questo periodo, mentre sono numerosi i palazzi barocchi e le chiese. Sul fianco della Cattedrale Vecchia (fondata nel Duecento ma rifatta nel Seicento) sorge la Cattedrale Nuova, iniziata nel 1720 su progetto di V. Acero e finita in forme neoclassiche nel 1838. Fra le altre chiese barocche si ricordano Santo Domingo (1667), San Filippo Neri, ellittica (1679), la Santa Cueva, che contiene dipinti di F. Goya, la chiesa dei Cappuccini, con tele di B. E. Murillo. L'ospedale di Nuestra Señora del Carmen conserva un San Francesco di El Greco. Il Museo di Cadice è suddiviso in tre sezioni: nel Museo archeologico si conservano interessanti resti provenienti dalla necropoli fenicia e un bellissimo sarcofago antropomorfo punico il cui volto barbuto si ispira all'arte attica del sec. V a. C.; la galleria d'arte accoglie dipinti di F. de Zurbarán e della sua scuola provenienti dalla certosa di Jerez e tele di B. E. Murillo, Herrera, Van Eick ecc.; la sezione più recente è dedicata all'etnografia, con una collezione di marionette.

Economia

A partire dagli anni Ottanta del Novecento, Cadice ha ceduto buona parte del suo ruolo economico alle altre città della baia. Alle tradizionali funzioni rappresentate dal commercio marittimo e dalla pesca, si affiancò, a partire dal sec. XIX, l'attività industriale, oggi limitata alla metallurgia, alla cantieristica (di molto ridimensionata rispetto al passato) e alla trasformazione del pescato. Completa il quadro economico il turismo, sebbene le sue risorse siano ancora poco sviluppate.

Curiosità

Durante il periodo di Carnevale, per dieci giorni, le strade della città sono animate da gruppi in maschera, che sfilano a piedi o su carri allegorici intonando canzoni e improvvisando scene comiche.