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Càgliari (città)

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capoluogo della provincia omonima e della regione Sardegna, 6 m s.m., 133,51 km², 158.041 ab. secondo una stima del 2007 (cagliaritani), patrono: sant’ Efisio (1° maggio).

Generalità

Città situata sulla costa meridionale della Sardegna. "Per la pianta della città vedi il lemma del 4° volume." "Vedi pianta della città vol. V, pag. 159" L'abitato si estende lungo il litorale del golfo degli Angeli e si spinge, all'interno, su alcuni bassi rilievi tra lo stagno di Santa Gilla, parte del più ampio stagno di Cagliari, a W, e lo stagno di Molentargius, a E. In età romana repubblicana la città occupava l'area rettangolare delimitata attualmente dalla via Roma, dal largo Carlo Felice, dalla via Mannu, dalla piazza Costituzione e dal viale Regina Margherita; in età imperiale si spinse verso SE, lungo la fascia costiera, e verso NW. Nei sec. XII e XIII, a causa della minaccia di incursioni dal mare, l'abitato si estese sul colle roccioso alle spalle della piana costiera, detto poi “del Castello”, sul quale i pisani, nuovi padroni dell'isola, edificarono nel sec. XIII munite fortificazioni. Anche la città romana, ribattezzata Bagnaria (nome mutato in quello di Marina nel sec. XVIII), fu in seguito racchiusa da una cinta muraria; addossati a essa si svilupparono progressivamente i due nuclei abitati di Stampace, a W, e di Villanova, a E. L'attuale fisionomia urbanistica va collegata con l'espandersi delle strutture cittadine al di fuori del sistema difensivo: tale espansione ha assunto un ritmo accelerato nel sec. XIX ed è stata determinata dal consistente sviluppo demografico e dall'adeguamento delle strutture al nuovo ruolo politico e amministrativo che la città andava assumendo. L'apertura di tracciati viari extramurari ha posto le basi per la nascita di nuovi quartieri residenziali e ha determinato, contemporaneamente, l'unione di nuclei un tempo autonomi. Ma la vera esplosione dell'assetto planimetrico cittadino è avvenuta nel secondo dopoguerra, quando accanto ai quattro nuclei urbani tradizionali (Castello, Stampace, Marina e Villanova) sono sorti nuovi quartieri prospicienti il mare, portando alla saldatura, in un'unica grande conurbazione, della città con i vicini centri di Pirri, Monserrato, Selargius, Quartucciu e Quartu Sant'Elena. Sul litorale orientale, dove si trova il Poetto, la grande e bella spiaggia dei cagliaritani, sono sorti numerosi insediamenti turistico-residenziali, dal 2002 collegati a Cagliari da una nuova arteria stradale che ha sostituito il vecchio viale. La città è sede vescovile e universitaria.

Storia

Sorta intorno al sec. IX a. C., come emporio fenicio, in un territorio abitato durante il Neolitico, Karalis ricevette una prima organizzazione urbana nel sec. VI a. C., quando i Cartaginesi ne fecero un importante avamposto commerciale e militare. Passata nel 238 a. C. ai Romani, fu la base di partenza per la conquista dell'isola. Municipio nel 48 a. C., conobbe in epoca imperiale un notevole sviluppo economico e urbanistico. Prima sede episcopale in Sardegna (314), divenne un importante centro della cristianità, soprattutto quando, dopo l'invasione dei Vandali di Genserico (455), accolse vescovi e sacerdoti esiliati dall'Africa, fra cui Fulgenzio. Più volte saccheggiata da Goti e Saraceni, sotto i Bizantini (533) vide avanzare il processo di decadenza iniziato col disfacimento dell'Impero romano. Il vuoto di potere lasciato da Bisanzio fu lentamente colmato dal costituirsi di un governo autonomo presieduto da un giudice. Capitale nel sec. XI del più importante fra i quattro giudicati dell'isola, fu in seguito coinvolta nella lotta tra Genova e Pisa per il predominio sulla Sardegna, che indebolì l'autonomia giudicale. I pisani, che già nel 1189 avevano estromesso i genovesi, nel 1217 ottennero dalla giudichessa Benedetta la concessione del castrum Karalis; nel 1258 posero fine al giudicato, dividendolo tra le famiglie Capraia, Visconti e Della Gherardesca. La dominazione pisana coincise con un periodo di espansione economica e architettonica della città, che assunse un sistema socio-politico di tipo comunale e divenne uno dei più importanti centri commerciali del Mediterraneo. Munita di imponenti fortificazioni, Cagliari restò ai pisani anche durante i primi anni della conquista aragonese dell'isola, iniziata nel 1297 con la nomina a re di Sardegna, da parte di Bonifacio VIII, di Giacomo II d'Aragona. La città cadde in mano aragonese, dopo un assedio durato due anni, solo nel 1326 e, dal 1355, fu sede del Parlamento sardo per volontà di Pietro IV d'Aragona, che abolì il sistema politico-amministrativo pisano. Più volte assediata nella lotta che contrappose il Giudicato d'Arborea agli Aragonesi, ebbe nuove fortificazioni, che ne esaltarono il ruolo di piazzaforte, ma perse progressivamente rilevanza commerciale. Durante la guerra di successione spagnola, Cagliari non oppose resistenza alla flotta inglese e venne occupata dopo un breve bombardamento (1708). Assegnata all'Austria insieme a tutta la Sardegna col Trattato di Rastadt (1714), passò nel 1720 al Piemonte, sotto il cui governo si riprese lentamente. Nel 1793 resistette a un assedio francese e, dal 1799 al 1814, fu residenza della famiglia sabauda, fuggita dal Piemonte in seguito all'avanzata napoleonica. Persa la sua funzione di piazzaforte, nel 1862 la città fu ristrutturata, con l'abbattimento di gran parte delle mura e delle fortificazioni. Durante la seconda guerra mondiale subì un intenso bombardamento e ingentissimi danni; fu occupata dalle truppe alleate nel 1943.

Arte

Tracce della città punica e romana sono venute alla luce, a più riprese, in diversi punti della città. Sul colle di Tuvixeddu si trova una delle più estese necropoli puniche del Mediterraneo (sec. VI-III a. C.), con tombe a pozzo che hanno restituito preziose suppellettili funerarie. Sulla collina di Bonaria si trova una necropoli punico-romana, utilizzata fino al sec. III, andata in buona parte distrutta nell'Ottocento. Di notevole interesse è la tomba di Atilia Pomptilla, detta “grotta della Vipera” per la decorazione del frontone, scavata interamente nella roccia nei sec. I-II. Tra i monumenti della città romana, risalenti al sec. II, sono da ricordare anche i resti di tre abitazioni patrizie e di antiche terme (dette “villa di Tigellio”) e l'anfiteatro scavato nella roccia della collina del Castello, antica acropoli della città. I maggiori edifici cittadini sorgono nel quartiere di Castello (situato in alto sulla collina e ancora in parte circondato dalle mura pisane e spagnole) dalla caratteristica struttura viaria medievale di tipo catalano, con vie strette e parallele. La cattedrale di Santa Maria, eretta nel sec. XIII e in seguito largamente rimaneggiata in stile barocco (la facciata è un rifacimento dei primi del Novecento), conserva il pulpito (1159-62) di Maestro Guglielmo, trasferitovi nel 1312 dal duomo di Pisa. La chiesetta della Purissima (sec. XVI), a una navata con cappelle laterali e volte a crociera e a stella, è un esempio di architettura tardogotica aragonese. Le fortificazioni, che nella loro forma attuale risalgono soprattutto al periodo di Carlo V e di Filippo II, conservano parti della precedente cinta pisana, tra cui le due torri di San Pancrazio e dell'Elefante (1305 e 1307), con tre lati di conci di calcare e il quarto lato aperto, con ballatoi e scale di legno. Al Settecento risalgono i palazzi Viceregio (eretto nel 1769 su un precedente edificio aragonese e ampiamente rimaneggiato sotto i Savoia), dell'Università (1765) e del Seminario Tridentino (1778). Il bastione di Saint Remy è un belvedere dalle forme eclettiche, realizzato all'inizio del Novecento sulle fortificazioni spagnole della Zecca e dello Sperone. A Stampace, la chiesa di San Michele, edificata dai Gesuiti nel sec. XVII, rappresenta uno degli esempi maggiori del barocco isolano; conserva le sei statue in legno policromo dei Misteri di Giuseppe Antonio Lonis e, nell'atrio, un pergamo (sec. XVI), proveniente dalla scomparsa chiesa di San Francesco al Corso o di Stampace. A Marina si trova la chiesa di Sant'Agostino, una delle rare opere rinascimentali sarde; fu edificata nel sec. XVI, secondo i canoni continentali, su progetto di Giorgio Palearo detto il Fratino. A Villanova è l'edificio più importante sopravvissuto al di fuori del nucleo di Castello: la basilica di San Saturno (adesso intitolata ai Santi Cosma e Damiano), tra i più antichi luoghi di culto cristiani dell'isola. La costruzione originaria (eretta nel sec. VI su un martyrium paleocristiano), che consta di un ampio corpo centrale cubico, sul quale poggia la calotta emisferica della cupola, fu completata tra il 1089 e il 1119 dai monaci di San Vittore di Marsiglia in forme romanico-provenzali, evidenti nelle ampie arcate sormontanti i portali, nelle volte a botte scandite da archi e nell'abside. Il convento di San Domenico rappresentava la più alta realizzazione del gotico cagliaritano; la chiesa, trasformata nei sec. XV-XVI e andata quasi completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale, fu ricostruita nel 1954 inglobando le parti sopravvissute dell'antico impianto, che ora fungono da cripta. Su un piccolo colle che domina il quartiere di Villanova sorge il santuario di Nostra Signora di Bonaria (1324-26), dal notevole portale gotico della facciata; meta di frequenti pellegrinaggi, conserva, sull'altare maggiore, il simulacro ligneo della Madonna di Bonaria, opera catalana del sec. XV, ed è affiancato dalla basilica settecentesca.Notevole è l'Orto Botanico che, situato ai piedi dell'anfiteatro romano, in un'area di grande interesse archeologico, ha una superficie di 5 ettari divisa in tre settori: mediterraneo, tropicale e delle piante carnose. Di rilevanza nazionale è il Teatro lirico “Pierluigi da Palestrina”, fondato nel 1924.

Musei

Nella Cittadella dei Musei, in piazza Arsenale, si trovano le principali istituzioni museali cittadine: la Pinacoteca Nazionale (con una notevole collezione di retablo quattrocenteschi); il Museo d'Arte Siamese “Stefano Cardu” (che raccoglie una ricca collezione di oggetti di provenienza asiatica); la Raccolta delle Cere Anatomiche “Clemente Susini”; la Collezione Archeologica “Evan Gorga”, con una notevole sezione di ceramiche di provenienza micenea e attica; e, infine, l'importante Museo Archeologico Nazionale. Questo conserva ceramiche, iscrizioni e altri reperti relativi alle civiltà preistorica, nuragica, punica e romana, scavati in tutta l'isola; di enorme importanza artistica e documentaria sono la raccolta di bronzetti di epoca nuragica, gioielli e oggetti punici, provenienti da Tharros e dalla necropoli di Tuvixeddu, e la stele di Nora, un'iscrizione del sec. IX a. C., il più antico documento contenente la menzione dell'isola. All'arte e all'artigianato sardi è dedicata la Collezione Sarda “Luigi Piloni”, ospitata in sette sale del Palazzo dell'Università.

Economia

L'economia è caratterizzata dalla prevalenza di attività commerciali, logistiche e burocratico-amministrative, legate alle funzioni di capoluogo di provincia e di regione della città, che è capolinea della principale ferrovia sarda, la Cagliari-Porto Torres, ed è collegata a Sassari da una moderna superstrada. Cagliari dispone, inoltre, di un importante porto, al quale fanno capo linee di navigazione per il continente e un cospicuo movimento mercantile, e dell'aeroporto di Elmas, rinnovato nel 2003 e collegato con i principali scali italiani ed europei. L'industria, dominata fino agli anni Settanta del Novecento dal settore petrolchimico, si basa su una rete di piccole e medie imprese operanti nei comparti meccanico, tessile, edile, dell'abbigliamento (soprattutto sportivo, subacqueo e marittimo), dei materiali da costruzione e delle materie plastiche. È notevolmente sviluppato il settore delle telecomunicazioni, del quale la città è uno dei maggiori operatori italiani. Rilevanti sono anche le attività di trasformazione e lavorazione dei prodotti agricoli (soprattutto nel settore enologico e dei liquori) della fertile pianura del Campidano. Rivestono ruoli di un certo rilievo anche la pesca, il turismo, l'agricoltura (cereali, olive, uva da vino, ortaggi, agrumi) e la floricoltura (fiori e piante ornamentali).

Curiosità e dintorni

Dal 1° al 4 maggio si svolge a Cagliari la popolare Sagra di Sant'Efisio, istituita nel sec. XVII. Il suo momento più scenografico è la processione, in cui il carro del simulacro del santo, tirato da buoi e fastosamente addobbato, viene portato per circa quaranta chilometri, fino a Nora. Il carro è seguito dalle traccas, carri agricoli riccamente decorati, dove prendono posto gruppi folcloristici che intonano canti tipici, e viene accompagnato da migliaia di persone, di cui molte in costume tradizionale. La città diede i natali al soprano Carmen Melis (1885-1967), all'attore Amedeo Nazzari (1907-1979), al regista Nanni Loy (1925-1995) e allo sceneggiatore cinematografico Franco Solinas (1927-1982). Attorno al golfo degli Angeli si trova un complesso di stagni, tra cui quello di Molentargius, di antichissima origine, dove vivono varie specie di uccelli rari, tra cui i fenicotteri rosa.

Per la geografia

R. Pinna, Il porto di Cagliari, Sassari, 1956; E. Di Cocco, Il Campidano di Cagliari, Bologna, 1957; V. Cerino-Canova, La zona industriale di Cagliari, Cagliari, 1958; I. Principe, Cagliari, Bari, 1988.

Per la storia

A. Boscolo, Profilo storico della città di Cagliari, Cagliari, 1962; F. Artizzu, Gli ordinamenti pisani per il porto di Cagliari, Roma, 1979.

Per l'arte

S. Rattu, Bastioni e torri di Cagliari, Torino, 1939; A. Boscolo-M. Pintor, Cagliari (guida storica, artistica, economica), Cagliari, 1952; C. Maltese, Arte in Sardegna dal V al XVIII secolo, Roma, 1962; S. Moscati, M. L. Uberti, Stele puniche di Nora nel Museo Nazionale di Cagliari, Roma, 1970.